Gazzetta di Reggio

Reggio

Si indaga su 35 milioni di finanziamenti

di Tiziano Soresina e Serena Arbizzi

Il Comune “garante” per le lettere di patronage, cedette pure terreni e immobili alla società. Soldi anche da Ue e Regione

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CORREGGIO. Un fiume di denaro che per sei anni ha foraggiato En.cor. Spulciando fra gli atti le “iniezioni” finanziarie sono di vario genere ed arrivano alla ragguardevole cifra di oltre 35 milioni di euro.

Un dato impressionante su cui indaga la Guardia di finanza, anche perché l’ex municipalizzata produttrice di energia è fallita e sono parecchi i dubbi sul destino di quella montagna di quattrini, per non parlare dei quasi due milioni di euro investiti da En.cor in Senegal e Romania con esiti a dir poco sospetti. I primi soldi arrivano nel gennaio 2007 con la costituzione – per atto pubblico – della società ora al centro di tre inchieste (al momento senza indagati) che presto dovrebbero confluire in un unico fascicolo. All’atto costitutivo il Comune di Correggio cede un terreno agricolo (per la costruzione dell’impianto “Eva” per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili) stimato 913.900 euro (100mila euro come capitale sociale, il resto a riserva sovrapprezzo quote). Cinque anni dopo l’aumento di capitale con il conferimento – sempre del Comune – di beni (terreni e immobili) stimati 3 milioni e 690mila euro (100mila euro destinati all’aumento del capitale sociale, il resto al sovrapprezzo quote). Poi vi sarebbero altri quattrini in entrata, non tutti ancora documentati (alcuni figurano solo nell’esposto presentato due anni fa dal comitato “Via la nebbia”). Si passa dall’avanzo di bilancio comunale del 2010 (250mila euro) a quanto versato sempre dal Comune (280mila euro) per il progetto di teleriscaldamento fornito da En.cor, mentre dalla Regione arrivano 600mila euro per i gassificatori e dall’Unione europea altri 746.192 per il “Progetto Life”. Nel triennio 2007-2010 si materializzano i finanziamenti più consistenti con le lettere di patronage: circa 29milioni di euro usciti dalle casse di Bnl, Banca Popolare di San Felice 1893 e Banco Popolare. En.cor incassa e il Comune fa da “garante”. Lettere di patronage forti (così vengono individuate dai finanzieri che indagano, ma la pensa così anche la Corte dei Conti) che espongono parecchio il Comune di Correggio. Come mai questa scelta?. Il 27 giugno di tre anni fa En.cor viene venduta alla svizzera Amtrade per 202mila euro: troppo poco di fronte a quanto investito in precedenza dal Comune: come mai? Una risposta con risvolti penali potrebbe arrivare dalle indagini, come pure sui circa due milioni di euro in investimenti esteri finiti chissà dove, con tanto di documentazioni che non si trovano e persino un uomo che si fa avanti dall'allora sindaco correggese Marzio Iotti per convincerlo ad acquistare il suo oleificio in Romania, per poi non presentarsi più in municipio. Tante anomalie e capitali che sembrano svaniti nel nulla: il caso-En.cor è ancora tutto da esplorare.

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