Aggredita e rapinata davanti al negozio
Parrucchiera finisce all’ospedale: un uomo incappucciato ha spaccato il vetro, le ha rubato la borsa e l’ha malmenata
CORREGGIO. Aggredita, derubata e picchiata all’uscita dal negozio. È un episodio terribile, quello di cui è stata protagonista, suo malgrado, Michela Quagliarella, titolare del negozio di acconciature ed estetica LuceModa, di via Erbosa 38 a Prato. Michela è finita all’ospedale dopo un tremendo faccia a faccia con un malvivente che le ha strappato la borsa dopo una lunga collutazione.
Erano da poco passate le 19.30 di venerdì quando Michela, una volta chiuso il negozio, è salita sulla sua automobile parcheggiata nelle vicinanze, una Citroen C3. Una volta a bordo, la donna ha sentito un botto e si è spaventata. Improvvisamente, sulla destra di Michela, è spuntata dal nulla una sagoma nera. «Si vedevano solo gli occhi sbucare da quella grande figura nera – racconta la figlia di Michela –. Si è capito subito che questa persona non aveva certo delle buone intenzioni: ha spaccato il finestrino dalla parte del passeggero davanti e ha cercato in tutti i modi di rubare la borsa a mia mamma. Lei, in quel momento aveva indosso una sciarpa che si era intrecciata alla borsa. Il rapinatore tirava e mia madre si stava per strozzare. Come conseguenza della colluttazione, ha tutto il collo graffiato. E non è finita qui. Mentre quel malvivente tirava la borsa, la picchiava in testa. Infatti mia mamma ha riportato alcune contusioni. Alla fine mia madre, stremata, nostante fosse provata, ha cercato anche di rincorrere il rapinatore, che è salito su una macchina ed è scappato. Mia madre è stata al pronto soccorso dell’ospedale di Correggio per curare le ferite». Michela nella borsa aveva le chiavi di casa e del negozio e il telefono cellulare. «Quella sera aveva messo in un'altra borsa l’incasso della giornata – prosegue la figlia – dato che un paio d’anni fa le hanno rubato la borsa nel negozio». Il caso è stato denunciato ai carabinieri. «Vicino al negozio c’era una pattuglia di militari – conclude la figlia di Michela –. Mia mamma è corsa da loro: hanno allertato la caserma e hanno disposto un sopralluogo».
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