Forzate le automobili dei militanti Pd
Vanno a Roma in pullman per Renzi, derubate le macchine parcheggiate al Pigal. Luca Spagni: «Spero che i ladri votino sì»
REGGIO EMILIA. «Spero solo che i ladri voteranno sì al referendum», ironizza uno dei derubati, Luca Spagni. Doveva essere una giornata di impegno politico, quella di sabato, con ben tre pullman del Pd partiti dalla nostra provincia per partecipare al maxi raduno romano a favore del sì al referendum costituzionale previsto in piazza del Popolo, dove il premier Matteo Renzi ha perorato la causa davanti al numeroso popolo del Pd.
Invece la trasferta in giornata (partenza ore 6.30, rientro a notte fonda) ha avuto una sorpresa finale dal sapore amaro, perché al ritorno diversi militanti che avevano parcheggiato l’auto nel piazzale del centro sociale Pigal – a pochi metri dal Mapei Stadium, da dove partivano i pullman – hanno trovato numerose portiere forzate e vetri spaccati dai malviventi.
Un epilogo increscioso, tanto più che il raid seriale ha consentito ai ladri di racimolare un magro bottino: più che altro, infatti, si è trattato di danenggiamenti alle auto.
La trasferta romana, guidata dal segretario provinciale del Pd Andrea Costa, ha visto duecento partecipanti, tra iscritti al partito e aderenti ai vari comitati per il sì. Alcuni hanno raggiunto la capitale con mezzi propri, la stragrande maggioranza ha utilizzato le corriere con autista organizzate per l’occasione: mentre il terzo pullman ha raccolto persone dalla zona ceramica, partendo da Casalgrande, Scandiano e Rubiera senza passare dal capoluogo, due corriere hanno fissato il punto di ritrovo al Mapei Stadium.
Tutto si è svolto per il meglio e la giornata di trasferta, per di più baciata dal sole, è stata descritta da tutti come una festa. Ma al rientro del primo gruppo, appunto all’una della notte tra sabato e domenica, i partecipanti – tra gli altri il segretario Pd di Canossa Giuliano Ciarlini e rappresentanti della Val d’Enza – scesi alla spicciolata, una volta tornati alle loro vetture hanno avuto la sgradita sorpresa.
Tra le auto prese di mira dai malviventi, quella del sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini e quella del consigliere comunale e segretario Pd sempre di Quattro Castella Luca Spagni.
Quest’ultimo racconta: «Il pullman su cui viaggiavo è arrivato prima dell’altro gruppo. Quando mi sono avvicinato alla mia Fiat Punto, mi sono accorto che la portiera era stata forzata». Nel caso di Spagni, il bottino è stato nullo: «Avevo subìto lo stesso furto l’anno scorso, tra l’altro sempre sotto San Simone: a Cavriago avevano manomesso il portello e mi avevano rubato computer e I-Pad. Da quel giorno non lascio più nulla di valore sulla macchina. Perciò il danno si limita alla somma che dovrò sborsare per ripristinare la portiera. Non penso che si sia trattato di gesto riconducibile a un fatto politico». All’interno dell’abitacolo e del baule, precisa Spagni, «c’erano solo dei volantini e materiale per il referendum. Se devo fare una battuta, spero che almeno i ladri abbiamo preso un volantino per il sì».
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