Cartelli pubblicitari e mailing list certificata
I diritti e doveri previsti dal documento: vietato l’anonimato, gli aderenti saranno prima identificati
REGGIO EMILIA. Un elenco di diritti-doveri, per tutte le parti coinvolte, con tanto di cartelloni di pubblicità, divieto di anonimato e mailing list “certificata”.
Il “Protocollo di intesa controllo di vicinato tra Prefettura e Comune di…” prescrive, in tre pagine fitte, una serie di prescrizioni di non immediata applicazione pratica.
Il Comune si impegna a far partecipare la polizia municipale, promuovere e pubblicizzare il programma; vagliare le adesioni dei cittadini mediante il responsabile di progetto; predisporre idonea cartellonistica nelle aree interessate al progetto; organizzare gruppi di messaggistica su piattaforma Whatsapp e Facebook e relativa mailing list, curando la trasmissione dei dati di tali soggetti alla Prefettura e alla stazione dei carabinieri competente per territorio (affinché siano sempre identificabili, ndr); integrare il progetto con eventuali sistemi di videosorveglianza; soprattutto, vigilare sulla rigorosa osservanza delle corrette modalità del piano da parte dei cittadini.
Da parte loro, i gruppi di vicinato dovranno essere «di tipo chiuso, su invito dell’amministratore» e gli aderenti dovranno essere «solo persone fisiche maggiorenni, residenti o dimoranti, preventivamente identificate dalle strutture comunali. Non è permesso registrarsi utilizzando pseudonimi».
Impegnativo anche il ruolo previsto per le forze dell’ordine, che dovranno essere disponibili a incontri con la popolazione per fornire informazioni, creare un rapporto costante con i coordinatori, aumentare la visibilità della propria presenza sul territorio negli orari ritenuti come più critici.
Soprattutto «ciascuna delle forze di polizia a competenza generale e la polizia municipale identificheranno uno o più referenti – uno dei quali prioritariamente individuato dal comandante di polizia municipale, quest’ultimo responsabile del progetto – i quali, mediante procedure che verranno stabilite in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, fungeranno da punti di contatto con i coordinatori dei residenti e si scambieranno ogni informazione ritenuta utile interessando, nel caso, la Guardia di Finanza o intervenendo in base alla materia di competenza». (am.p.)
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