Con il piede di porco rapinano le Poste
Due banditi entrano dal retro e minacciano direttrice e dipendenti. L’obiettivo: i soldi delle pensioni. Bottino di 60mila euro
REGGIOLO. Rapina, ieri pomeriggio intorno alle 14, all’ufficio postale di Reggiolo, in via Cappelletta. Il bottino è piuttosto ingente: si parla di circa 60mila euro, coperti da assicurazione. Erano i soldi che avrebbero dovuto servire per pagare le pensioni. Dopo il colpo, i malviventi hanno fatto perdere le tracce. Non ancora trovata l’auto usata per la fuga.
Ad entrare in azione sono stati due malviventi, di cui uno armato di piede di porco. Dopo aver scavalcalcato una rete metallica, hanno forzato la porta sul retro delle Poste e – entrambi vestiti di nero e con il volto coperto dal passamontagna – hanno fatto irruzione nell'ufficio postale cogliendo di sorpresa direttrice e impiegati.
Una dipendente è svenuta, forse per la paura o forse per un calo di pressione.
Uno dei rapinatori si è fatto consegnare da un impiegato, minacciato col piede di porco, il denaro contante che era nella cassaforte. La rapina è durata pochi minuti. E quando tutto è finito, la direttrice ha dato l'allarme al 112.
Giunti sul posto, i carabinieri hanno raccolto la testimonianza dei dipendenti, ai quali hanno chiesto se i rapinatori avessero qualche accento particolare, se hanno notato segni distinguibili come cicatrici o tatuaggi. Insomma, qualche dato sommario nel tentativo di individuare i colpevoli. Il lavoro degli investigatori partirà anche da qui. Inoltre, per buona parte del pomeriggio i carabinieri della Scientifica hanno provato a rilevare impronte e orme di scarpe. Sotto la lente anche le immagini registrate del sistema di videosorveglianza. Certamente i malviventi, prima di fare il colpo, hanno effettuato vari sopralluoghi sia all'esterno che all'interno dell'ufficio postale. Il colpo è stato studiato nei minimi dettagli, se hanno ritenuto che l'unico modo per entrare nel locale fosse quello di attendere la fine del mese per l'arrivo del contante, quello delle pensioni, tramite portavalori; scegliere il pomeriggio con i postini a casa; forzare a colpo sicuro la porta posteriore e sorprendere gli impiegati alle spalle per poi costringerli in un angolo e riuscire a mettere le mani sul bottino. Il 2 settembre 2009 l'ufficio postale di Reggiolo aveva subito un'altra rapina definita “acrobatica”: due malviventi armati di pistola, alle 8 del mattino, dopo essersi calati dal tetto e tenendo a bada clienti e dipendenti, si erano fatti consegnare i soldi contenuti nelle casse e nella cassaforte. Dopo il colpo, i rapinatori si dileguarono a bordo di una Fiat Uno bianca rubata a Carpi (Modena) la notte precedente e poi rinvenuta dai carabinieri nella vicina via Grandi.
«Un fatto grave – ha commentato il vicesindaco Franco Albinelli – . Contiamo sul lavoro investigativo delle forze dell'ordine. Stiamo verificando la possibilità di installare nuove telecamere per la videosorveglianza. In più, stiamo approntando un piano per stipulare un'assicurazione a favore dei citttadini contro furti nelle abitazioni per coprire i danni a porte e finestre in caso di effrazione».
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