Gazzetta di Reggio

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Credem passa gli esami ma sconta la crisi italiana

di Enrico Lorenzo Tidona
Credem passa gli esami ma sconta la crisi italiana

Fitch ha confermato tutti i giudizi assegnati all’istituto di credito reggiano che arretra però di una posizione nelle previsioni a causa del sistema Paese

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REGGIO EMILIA. Gli esami non finiscono mai per le banche italiane. Questa volta, però, anche per chi ha fatto i compiti in tempo, arriva un giudizio che non rende giustizia rispetto ai propri fondamentali. Fitch, infatti, l’agenzia che assegna i giudizi alle banche per informare mercato e investitori tramite i cosiddetti ratings, ha confermato tutti i parametri assegnati al Credem di Reggio Emilia. Lo ha reso noto ieri la banca con sede in via Emilia San Pietro - partecipata dalla famiglia Maramotti - che pone però l’accento sull’outlook, vale a dire sulla previsione futura del rating stesso, che è stato rivisto al ribasso da “stabile” a “negativo” «in coerenza con la revisione dell’outlook dell’Italia». Facile comprendere, quindi, come ci possa essere qualche mal di pancia soprattutto per un istituto bancario che macina strada nonostante gli ostacoli della crisi, divenuta crisi di sistema e che sconta anche diversi ritardi in Italia, paese il cui destino ha effetti diretti sui giudizi dei primi della classe. Fitch ha rivisto l'outlook da stabile a negativo anche per altre tre grandi banche italiane: Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Banca Nazionale del Lavoro, confermando il rispettivo rating. L'azione segue proprio quella analoga riguardante la revisione dell'outlook della Repubblica Italiana, resa nota da Fitch il 21 ottobre scorso. L’arretramento è quindi una conseguenza nota e che non ha effetti deleteri sulla vita finanziaria del Credem, alla quale viene affiancata una previsione di debolezza dovuta al contesto in cui la banca opera, dove i problemi veri, semmai, riguardano ancora gli istituti di maggior peso su cui gravano montagne di crediti deteriorati. Al di là dei giudizi e delle influenze di mercato, lo scenario bancario anche emiliano-romagnolo è oggetto di un profondo mutamento. Credem fa gola a tanti grandi gruppi ma manterrà la sua indipendenza giocando il ruolo di banca di medio taglio, agile, patrimonializzata e con margini. Unicredit deve irrobustire nuovamente il patrimonio, banca dalla quale dipendono anche i conti della Fondazione Manodori. Bper è impegnata sulla trasformazione in spa, con l'assemblea prevista il 27 novembre, linea industriale di matrice politica sposata dal governo. L’ad del gruppo, Alessandro Vandelli, ha sfiorato il nodo fusione con Creval:«In assemblea non porteremo novità significative» ha aggiunto, «poi nel 2017 vedremo».

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