Gazzetta di Reggio

Reggio

Bar Belvedere, in un anno 5 spaccate

di Leonardo Grilli
Bar Belvedere, in un anno 5 spaccate

L’ultimo episodio nella notte tra lunedì e ieri. I ladri hanno rotto la vetrata con un tombino rubando sigarette e contanti

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REGGIO EMILIA. Non è una spaccata come tutte le altre ma un vero e proprio incubo senza fine quello che affligge i titolari del bar Belvedere in via Manzoni, a Baragalla, vittime di continue spaccate. L’ultima nella notte fra lunedì e ieri, la quinta di una lunga serie che dura da circa un anno. E ogni volta sempre la stessa storia. Perché non c’è da riparare solo la vetrata, che ha comunque costi non indifferenti. Si tratta piuttosto di trovare la forza per non mollare e per andare avanti nonostante sembri che niente e nessuno sia in grado di arrestare la caparbietà dei criminali.

Tutto è successo intorno alle 2.30, quando la zona era deserta e i festeggiamenti per Halloween attiravano le persone ben lontano dal Belvedere. Così uno o più ladri ne hanno approfittato. Ad accorgersi di tutto i carabinieri del nucleo radiomobile di Reggio Emilia, allertati da un istituto di vigilanza privato a cui era giunto l’allarme. Ma nemmeno questa precauzione, necessaria dopo i continui furti, è riuscita a dissuadere i malviventi.

Così una volta giunti sul posto i militari hanno scoperto che qualcuno, dopo aver sfondato con un tombino la vetrata del locale, si era introdotto all'interno rubando varie stecche di sigarette, degli accendini e alcune centinaia di euro dal fondo cassa. I danni causati dalla spaccata sono in corso di esatta quantificazione ma, come sempre, non saranno da poco. La modalità inoltre è sempre la stessa così come, sospettano i titolari, sempre la stessa è la mano che compie il crimine. «Le telecamere ci sono – aveva raccontato la titolare dopo la terza spaccata in tre mesi – e infatti lo hanno beccato. Peccato che lo hanno anche rilasciato. Si tratta della stessa persona, un uomo non italiano».

Non basta la videosorveglianza, non basta il controllo della vigilanza privata. E non basta che il bottino sia sempre di pochi euro, per la microcriminalità è giustificazione sufficiente a rovinare un’attività.

Eppure, come hanno più volte detto i titolari dell’attività, «basterebbe saldare i tombini davanti al bar», puntualmente divelti e lanciati contro la vetrata dei locali per farsi strada. Sulla vicenda ora stanno indagando i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia che hanno avviato le indagini per il reato di furto aggravato a carico di ignoti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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