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Montecchio, ricollocata la pietra confinaria del 1886

di Alessandro Zelioli
Montecchio, ricollocata la pietra confinaria del 1886

MONTECCHIO. Che privati cittadini e istituzioni non vadano d'accordo è un dato di fatto. Ma a Montecchio qualcosa sta cambiando. E il gesto di ieri, quando un gruppo di privati cittadini assieme...

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MONTECCHIO. Che privati cittadini e istituzioni non vadano d'accordo è un dato di fatto. Ma a Montecchio qualcosa sta cambiando.

E il gesto di ieri, quando un gruppo di privati cittadini assieme agli operai del Comune di Montecchio, con la supervisione dell'Architetto Edis Reggiani responsabile dell'Ufficio Tecnico comunale, hanno riposizionato un termine lapideo del 1886, ne è la testimonianza.

Proprio quel gruppo di cittadini, Antonio Bernardi, Franco Boni e Pietro Turrini che a diverso titolo vivono la città di Montecchio e ne seguono la storia, aveva segnalato nelle scorse settimane all'ufficio Tecnico la necessità di riposizionare quell'importante cippo che delimitava i confini tra Montecchio, Reggio e Sant'Ilario, danneggiato dall'erosione del cavo Ariana e dal recente abbattimento di una gaggia lì nei pressi.

Terminate le ferie, ecco pronta la squadra, che si è avvalsa del supporto degli operai comunali, Carmine Marra e Simone Franceschetti i quali, affiancati dai cittadini anche loro muniti di cemento e cazzuola, si sono messi subito all’opera. Ieri mattina infatti il gruppetto si è recato nella zona rurale denominata "Spadarotta" per rimettere in sesto quell’antico termine lapideo di confine posto sulla sponda destra del cavo Ariana che determinava l'esatto punto di confine tra i territori dei tre comuni.

La pietra confinaria di forma triangolare, alta circa 70 centimetri che reca incisi sui tre lati i nomi dei Comuni dei quali segna il reale confine, ora ha trovato di nuovo la sua collocazione.

La pietra è stata infissa nel terreno nel 1886 dal Comune di Reggio che grazie alla sua sistemazione, dopo l'esatta misurazione dei confini comunali, ha quindi proceduto a fissare sulla carta la prima levata catastale, disegnata appunto in quegli anni.

E ora grazie a quel gruppo di persone, Montecchio ha salvato un altro pezzo della storia reggiana.

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