Gazzetta di Reggio

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«Spesso non si sporge denuncia»

di Serena Arbizzi
«Spesso non si sporge denuncia»

Carmen Marini di “Nondasola” indica un aumento della persecuzione psicologica

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REGGIO EMILIA. «Purtroppo le denunce sono sempre inferiori rispetto al numero di reati legati alla violenza sessuale che avvengono nella realtà».

È certa, Carmen Marini, presidente dell’associazione “Nondasola”, nel commentare i dati sulle denunce per violenza sessuale, dimezzate nel 2016 rispetto all’anno passato: questo fenomeno, nonostante i dati parlino di un calo, è ancora molto radicato nella società e assume diverse forme.

«Le donne che subiscono violenza sessuale sono restìe a denunciare, specialmente all’interno della coppia – commenta Marini –. C'è sempre un senso di colpa, come vediamo in molti casi. E, in particolare, nel caso della violenza psicologica, la nostra associazione registra un certo incremento. Ci si rende sempre maggiormente conto, infatti, che anche quella è violenza. C'è stata una presa di coscienza tra le donne che non accettano più di essere sottomesse. In precedenza, invece, le vessazioni di tipo psicologico non venivano ritenute violenza, perché prevaleva il concetto secondo cui la donna doveva essere a disposizione dell'uomo. Fino a poco tempo fa si pensava che l’uomo accampasse diritti sulla donna. Si sta pian piano superando l’idea che si possa parlare di violenza solo nel caso di stupro».

Il legislatore ha regolamentato, inoltre, con una nuova normativa il reato di stalking... «Non credo, però, che questo sia in relazione diretta con la violenza sessuale e il dimezzamento delle denunce – prosegue la presidente di “Nondasola” –. Lo stalking è certamente una forma di violenza psicologica che intimorisce la vittima e ne limita la sfera di libertà personale. Finalmente si è arrivati a concludere che anche lo stalking è violenza. Ma spero, ripeto, che non venga sottovalutata nemmeno la violenza psicologica che spesso va di pari passo con la violenza fisica. Attualmente, invece, si assiste a una continua sottovalutazione di tutto quello che la donna fa: un disprezzo costante delle sue qualità, il non farla sentire una persona che vale, denigrarla davanti ai figli o ai parenti. Quotidianamente assistiamo all’esperienza di donne che raccontano pezzi della loro vita in cui non vengono trattate con rispetto. Si tratta di quelle pillole di cattiveria che costituiscono violenza, nonostante non sia stato ancora riconosciuto apertamente. Molto spesso, al contrario, queste vessazioni vengono sottovalutate. Quante volte gli uomini si abbandonano a barzellette o a battute a sfondo sessuale senza però rendersi conto che anche quelle – conclude la presidente di “Nondasola” - possono rappresentare un’umiliazione?».

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