Gazzetta di Reggio

Reggio

Violenze sessuali dimezzate in un anno

di Ambra Prati

A dirlo sono i dati della Questura. Mori, presidente regionale commissione parità: «Le vittime chiedono aiuto prima»

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REGGIO EMILIA. Nell’ultimo anno le violenze sessuali sulle donne sono quasi dimezzate rispetto all’anno scorso, passando da 40 episodi nel 2015 sino agli attuali 20. E’ quanto emerge dai numeri della questura di Reggio Emilia, dotata di un’apposita task force, l’Ufficio Minori e Stalking della Divisione Polizia Anticrimine, che opera in stretto contatto con l’analogo pool in Procura. Con l’avvertenza che si tratta di dati totali aggregati sotto l’etichetta violenza sessuale, che quindi non distinguono tra atti persecutori, palpeggiamenti o stupri. Inoltre il conteggio non è completo, visto che mancano ancora due mesi, novembre e dicembre; ma intanto la diminuzione di reati di questo tipo è sensibile ed è una positiva inversione di tendenza, visto che negli ultimi anni il fenomeno ha registrato solo incrementi.

Il confronto incrociato con l’andamento dell’ultimo triennio parla chiaro: nel 2016 sono state 20 le violenze sessuali, di cui 6 in provincia e 14 in città; nel 2015 sono state il doppio, 40, di cui 19 in provincia e 21 in città; nel 2014 sono state 34, di cui 20 in provincia e 14 in città.

Il prospetto delle denunce e dei provvedimenti emessi (il classico divieto di avvicinamento all’abitazione della ex, per intenderci) conferma il sensibile calo. Le denunce di violenza sessuale hanno avuto un trend decrescente, passando dalle 46 del 2014 alle 39 querele nel 2015 sino alle attuali 23. A fronte di tali denunce, la Questura di Reggio ha emesso 14 ammonimenti nel 2014, 3 nel 2015 e quest’anno 6. Le istanze di reato vere e proprie trasmesse all’autorità giudiziaria sono state invece una soltanto da gennaio a oggi, 8 nel 2015 e 6 nel 2014.

Secondo Roberta Mori, presidente della Commissione per la Parità e per i diritti delle persone della Regione e coordinatrice nazionale degli organismi di pari opportunità regionali, l’andamento positivo è frutto dell’intenso lavoro svolto in questo campo, che ha incrementato la propensione delle vittime a chiedere aiuto alle forze dell’ordine: «Una possibile lettura dei dati, premessa la gravità insita nel fenomeno, è quella di considerare le denunce una dichiarazione di fiducia, che non può essere disattesa dalle istituzioni. Per questo e per estirpare la piaga sociale della violenza di genere, va rafforzata la collaborazione interistituzionale. Coerentemente, il Piano regionale per il contrasto alla violenza sulle donne si è fatto carico di investire un milione di euro sui progetti di prevenzione, coinvolgendo scuole, enti locali e associazioni».. Ogni violenza, prosegue Mori, «è una ferita per la comunità, ma la violenza sulle donne è considerata una violazione dei diritti umani dalla Convenzione di Istanbul recepita e approvata dal Parlamento Italiano. Proprio per la portata sociale e culturale di questa violenza, la Regione Emilia-Romagna, assieme alle forze dell’Ordine, alle altre istituzioni e ai centri antiviolenza, ha investito sul rafforzamento della rete di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, anche per rassicurare le vittime sulla vicinanza e attenzione del sistema. Consideriamo infatti che spesso le vittime non denunciano le violenze subite a causa della sottovalutazione del pericolo o per la paura di rimanere sole».

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