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Dovevano sorgere 1.400 appartamenti Il sogno è sfumato con la crisi della Cmr

La vicenda di Parco Ottavi è strettamente intrecciata con la recente storia urbanistica della nostra città e complice la crisi anche la pietra tombale di un modello di sviluppo basato sul consumo di...

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La vicenda di Parco Ottavi è strettamente intrecciata con la recente storia urbanistica della nostra città e complice la crisi anche la pietra tombale di un modello di sviluppo basato sul consumo di suolo e puntando a un costante aumento della residenza e degli abitanti. Il sindaco Luca Vecchi nel 2015 aveva sostenuto che “parco Ottavi è stata una cazzata storica”. Ieri nel presentare il progetto di parco urbano multifunzionale ha modificato i toni ma non la sostanza dell'operazione Parco Ottavi che ha definito “il luogo tra gli anni '90 e il Duemila che è stato la rappresentazione plastica di una certa idea di città che cresceva e che è andato in crisi ben prima del 2008”. La storia di Parco Ottavi è nota: nel 2005 il Comune di Reggio approva un piano edilizio che prevede la costruzione di 1.400 appartamenti, di cui 400 destinati al residenziale sociale. Ma anche commercio, scuole, biblioteche e strutture sportive private. A costruire, la Coop Muratori Reggiolo. Parecchi milioni di euro investiti: il 100% del capitale sociale di Cmr viene investito in quella zona a sud-ovest della città. Poi arriva la crisi, la Cmr affonda. Successivamente alcuni appartamenti nuovi realizzati dalla Cmr rimasti invenduti sono finiti all'asta. Poi il Comune per avviare un primo piano di riutilizzo di un'area in forte degrado ha intanto creato 48 orti urbani.

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