Ex Parco Ottavi, il momento del riscatto
Sono già pronte risorse per 20mila euro: l’obiettivo è recuperare l’area e metterla al servizio della città intera
REGGIO EMILIA. Il parco Nilde Iotti (ex Parco Ottavi) visto dall’alto ha la forma di una foglia lanceolata come quella di molti arbusti autoctoni che l'hanno invaso. In mezzo è un'area verde pubblica di 16mila metri quadrati incompiuta, poco frequentata e inutilizzata, che in questi anni di abbandono, è diventato uno spazio di degrado, teatro di vandalismi e microcriminalità. Per ora è solo un'occasione mancata con un complesso residenziale destinato a diventare un quartiere che non è mai nato. Per il Comune, invece, può diventare un nuovo parco urbano non solo al servizio dei quartieri che vi si affacciano, ma per tutta la città.
La proposta presentata ieri dal sindaco Luca Vecchi e dall'assessore alla Cura dei quartieri Valeria Montanari è quella di farne un parco urbano multifunzionale, il più grande per superficie, pensato e progettato assieme ai cittadini. Per ora l’unico intervento di recupero all'ex parco Ottavi, al di là dell'intitolazione a Nilde Iotti, è consistito nella creazione di 48 orti inaugurati un mese fa (e la richiesta dei cittadini è già quella di raddoppiarli): qui, inoltre, l’Uisp organizza percorsi per i gruppi di cammino.
In realtà il Comune cerca ora di mettere mano all’ex parco Ottavi e recuperarlo, grazie al bando regionale che ha assegnato al progetto 14 mila euro, a cui il Comune ha aggiunto 6mila euro di risorse proprie. L’intenzione del sindaco è di «partire dalla realizzazione e dalla fruizione di uno spazio pubblico, il che non impedisce di continuare a lavorare anche sulla parte urbanistica e residenziale rivedendo il progetto iniziale, come sta facendo l'assessore Alex Pratissoli».
Il progetto per rendere come ha detto invece l'assessore Montanari «il parco più vivo, sicuro, vissuto e dotato di una propria identità» qualche paletto lo metterà. Dovrà innanzitutto essere un luogo con funzioni di cura e presidio dell'area, luogo in cui possano svolgersi grandi e piccoli eventi, sia accessibile a tutti e sia collegato ad altre zone verdi e un parco in cui convivono piante autoctone e biodiversità. Ed è chiaro quello che non dovrà diventare: «Una fotocopia degli altri 130 parchi esistenti in città», ha chiosato Valeria Montanari, assicurando von il sindaco che «le risorse necessarie per gli interventi in opere e attrezzature, come i giochi per i bambini saranno trovati alla voce investimenti del bilancio comunale. I 20mila euro attuali serviranno per la comunicazione, i materiali necessari per la progettazione, i consulenti per un percorso che avrà la durata di sei mesi e che oltre ai residenti dei quartieri Orologio, Roncina, Pieve, chiama a raccolta anche le associazioni ambientaliste. I riferimenti? I parchi pubblici di Berlino e Barcellona piuttosto che Copenaghen.
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