Incendio al Cerreto In attesa delle prove c’è già un indagato
La Procura manterrà sotto sequestro il condominio e ipotizza una seconda relazione per accertare le cause
VENTASSO. Non è facile capire quali siano le cause del vasto incendio che si è divorato il condominio di Cerreto Laghi denominato “Palaghiaccio 1”. Sulla devastazione seguita alle fiamme che hanno illuminato il cielo della montagna reggiana sta indagando la Procura, che ha affidato il fascicolo al pm Giacomo Forte, il quale ha iscritto nel registro degli indagati una persona, assistita in prima battuta da un avvocato d’ufficio in attesa della comunicazione di un legale di fiducia in seguito alla notifica dell’atto, già arrivato a destinazione. Il sostituto procuratore è in attesa della relazione degli esperti dei vigili del fuoco sul maxi-incendio. Se sarà sufficiente per capirne l’origine, lo stabile dovrebbe essere dissequestrato. Se non basterà una prima relazione, la Procura potrebbe ricorrere a un consulente per fugare ogni dubbio sulle cause che hanno portato al rogo e alla distruzione di buona parte dei dieci appartamenti, case vacanze per la maggior parte dei proprietari che vengono nella località di montagna dalla Spezia, Massa e Carrara.
Fortunatamente al momento dell’incendio non c’era nessuno dentro lo stabile, ricoperto di legno e che è stato consumato dalle fiamme nonostante l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno lavorato per ore dopo l’arrivo dell’allarme, che ha impegnato diverse squadre. I primi ad essere stati impegnati nei rilievi e nelle analisi del caso, sono stati i vigili del fuoco specializzati nell’individuazione delle cause di innesco degli incendi. Esperti che da Reggio Emilia hanno raggiunto subito Cerreto Laghi per i riscontri e per apporre i sigilli anche ad alcuni serbatoi di gpl presenti. Passare ai raggi x tutti i vari elementi richiede tempo ma la relazione dovrebbe essere quasi pronta. La difficoltà è data dall’alto grado di distruzione, che ha cancellato molte tracce e rende ardua la ricostruzione dei fatti.
L'esperienza passata insegna che, nei casi più complessi di incendio, può rendersi necessario il supporto di prove di laboratorio. Un laboratorio privato o anche il Ris (Reparto investigazioni scientifiche) dei carabinieri di Parma, visto che a condurre l'indagine sono i carabinieri di Collagna. Al momento, però, siamo ancora in una fase intermedia, visto che soltanto domenica alle 20 i pompieri hanno avuto ragione delle fiamme, scoppiate alle 5 di domenica mattina e alimentate da una struttura quasi completamente in legno, e visto che i sopralluoghi analitici sono appunto iniziati ieri. (e.l.t.)
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