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Morto in casa, si cerca un perché

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Sant’Ilario: domani i funerali del macellaio di 43 anni Homar Gambocci

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SANT’ILARIO. Si svolgeranno domani pomeriggio i funerali di Homar Gambocci, 43 anni, trovato senza vita nella sua abitazione di via Matteotti a Sant’Ilario il 20 ottobre scorso.

Eseguita l’autopsia, la Procura di Reggio Emilia ha concesso il nulla osta e ha restituito la salma ai parenti, che hanno potuto fissare le esequie.

Domani il corteo funebre partirà alle 15.30 dalle sale del commiato delle onoranze funebri Manghi & Mantovani, in via Edison 7 a Calerno (Villaggio Bellarosa), alla volta della chiesa parrocchiale di Sant’Ilario, dove verrà officiato il rito religioso. Al termine si proseguirà per il cimitero locale. I famigliari fanno sapere di preferire ai fiori opere di bene.

Homar Gambocci lascia la moglie Deborah, la figlia Iris, il fratello Claudio, le sorelle Pina e Patrizia e i nipoti.

Un decesso ancora misterioso, quello del macellaio 43enne di origini napoletane. Due settimane fa l’allarme era stato lanciato da un vicino di casa, preoccupato perché l’uomo non rispondeva al telefono né al campanello, e provare ad entrare nel suo appartamento con le chiavi di scorta era impossibile, perché la serratura era chiusa dall’interno. Circostanza strana, visto che l’amico dirimpettaio sapeva che Homar era a casa, in malattia dal lavoro (faceva il macellaio in una azienda della zona), perché afflitto dal mal di schiena e in attesa di essere operato per un’ernia, perciò impossibilitato a sostenere il suo faticoso mestiere. I vigili del fuoco avevano forzato la porta e il 43enne era stato trovato sul letto, senza vita. Ma il particolare che aveva insospettito i carabinieri di Sant’Ilario, chiamati sul posto, era la gran mole di medicinali presente nell’appartamento al secondo piano, dove il 43enne è stato stroncato da un arresto cardiaco. Per la gran parte, di trattava di antidolorifici; ma nell’elenco stilato e inviato in Procura c’erano degli anabolizzanti, anche se non risulta che Gambocci praticasse attività sportive.

Per fare chiarezza sulla vicenda e cercare di capire se il macellaio possa avere assunto troppi medicinali ed escludere responsabilità di terze persone, il pm Valentina Salvi ha disposto l’autopsia, eseguita all’istituto di Medicina legale di Modena alla presenza anche di un consulente di parte della famiglia, che si è affidata agli avvocati Simone Franzoni e Luca Dittamo, per fugare ogni dubbio sulla morte di una persona così giovane.

I risultati decisivi dell’autopsia saranno depositati 60 giorni, come di prassi. Al momento, considerando anche l’ereditarietà dei problemi cardiaci, i consulenti si sono riservati di approfondire l’esame tossicologico. (am.p.)

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