Gazzetta di Reggio

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LA VISITA ALL’OPG DELLA SENATRICE

«Non abbandonate i malati mentali esclusi dalle Rems»

REGGIO EMILIA. «Sulla carenza cronica del sistema penitenziario, frutto di anni di mala gestione a livello nazionale, si è ora innestata, aggravandola, l’applicazione della legge Marino che ha...

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REGGIO EMILIA. «Sulla carenza cronica del sistema penitenziario, frutto di anni di mala gestione a livello nazionale, si è ora innestata, aggravandola, l’applicazione della legge Marino che ha sostituito gli Opg con le Rems. Il rischio è che l’aumento prevedibile dei costi sul bilancio della salute non consenta né di migliorare le condizioni della popolazione interessata né di garantire un recupero in condizioni di sicurezza per i cittadini».

È la conclusione che trae la senatrice Maria Mussini dopo avere visitato l’ex Opg di Reggio Emilia. La vicepresidente del Gruppo misto tiene alta l’attenzione sulle nuove Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza, che definisce «una soluzione molto positiva per pochi, ma inadeguata per le patologie più gravi dato il basso livello di sicurezza, mentre lo spostamento di risorse ha messo in crisi la possibilità di curare adeguatamente un’ampia fetta di malati che oggi rimangono in carcere senza beneficiare più neppure di certi servizi territoriali».

La Mussini sottolinea come la malattia mentale legata a reati abbia dimensioni maggiori rispetto ai profili del provvedimento: «Mi è stato segnalato che nella casa circondariale di Reggio Emilia, almeno il 50% dei detenuti è sottoposto a terapia psichiatrica che, se non inserita in un contesto di cura completo, rischia di rivelarsi non risolutiva. Che cosa sarà di queste persone che rischiano l’ergastolo bianco, strette in carcere da una malattia che potrebbe ritardare all’infinito la completa esecuzione della pena? E degli altri malati mentali esclusi dalle Rems per un’interpretazione restrittiva della legge?».

E non può certo definirsi idoneo – aggiunge – «il cattivo stato in cui versano molte parti della struttura: un intero reparto di detenzione e di uffici senza riscaldamento, il mal funzionamento dell’impianto idraulico, le infiltrazioni d’acqua, i condizionatori rotti negli ambulatori, perfino i topi. E in più le carenze del personale, dai funzionari della polizia penitenziaria alle figure apicali di tipo amministrativo (il direttore del carcere di Reggio è anche reggente di Rimini)».

Un quadro preoccupante che per Mussini non può considerarsi confinato dietro i cancelli di via Settembrini: «La certezza della pena è altrettanto importante quanto le condizioni dei detenuti. Condizioni di vita alienanti e non improntate al reinserimento favoriscono la recidiva. Gli emendamenti che ho presentato alla riforma dell’ordinamento penitenziario vanno proprio in questo senso. Ma ora tutto il pacchetto di leggi sulla giustizia giace bloccato dal Governo in Senato, in ostaggio del voto del 4 dicembre».

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