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Poco pubblico ad Aemilia «È per gli addetti ai lavori»

REGGIO EMILIA. Banchi vuoti, sala esterna riservata al pubblico vuoto. Dopo i primi fuochi d’artificio all’inizio del processo Aemilia, nell’aula speciale costruita dentro il palazzo di giustizia di...

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REGGIO EMILIA. Banchi vuoti, sala esterna riservata al pubblico vuoto. Dopo i primi fuochi d’artificio all’inizio del processo Aemilia, nell’aula speciale costruita dentro il palazzo di giustizia di Reggio non si vedono certo persone in fila. C’è uno zoccolo duro di osservatori che non si perde un’udienza, al di là dei familiari degli imputati. «La società non è che deve passare le giornate qui – dice il presidente della corte di Aemilia, Francesco Caruso – L’importante è che chi vuole informare, chi vuole vedere abbia la possibilità di farlo. Poi il processo è tecnico, è complesso, non è uno spettacolo che necessariamente attiri curiosi o persone che vengono aspettandosi chissà che. È un processo con questioni non sempre comprensibili e per addetti ai lavori».

Finora l’udienza più significativa e comprensibile per i temi affrontati è stata quella di venerdì scorso, in cui sono stati sentiti i tre pentiti, tra i quali il killer Paolo Bellini. Un romanzo criminale raccontato dai diretti interessati, che hanno lasciato senza fiato giudici, avvocati e pubblico. (e.l.t.)

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