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Poste, sciopero il 4 novembre contro la privatizzazione

Poste, sciopero il 4 novembre contro la privatizzazione

REGGIO EMILIA. Si terrà il prossimo 4 novembre lo sciopero generale nazionale di tutti i lavoratori e le lavoratrici di Poste Italiane in protesta contro l'aumento della privatizzazione di Poste e la...

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REGGIO EMILIA. Si terrà il prossimo 4 novembre lo sciopero generale nazionale di tutti i lavoratori e le lavoratrici di Poste Italiane in protesta contro l'aumento della privatizzazione di Poste e la riorganizzazione del recapito e degli uffici postali. Uno sciopero proclamato anche dalle organizzazioni sindacali nazionali di categoria che si aggiunge alla mobilitazione indetta, dal 24 ottobre al 23 novembre, con lo sciopero degli straordinari per un intero mese.

Poste Italiane a Reggio Emilia e provincia è una realtà importante che conta oltre 800 dipendenti (4.000 in regione e 140.000 a livello nazionale), 9 centri di recapito e una settantina di uffici. Una giornata in cui si preannunciano forti disagi e che prevede diverse manifestazioni regionali su tutto il territorio. Per l'Emilia Romagna una manifestazione si terrà a Bologna, è previsto il corteo con partenza da Porta Lame alle ore 9 circa per raggiungere la sede regionale di Poste in via Zanardi. Qui si terranno gli interventi conclusivi di Cinzia Maiolini della segreteria nazionale Slc Cgil, Bruno Pinto della segreteria nazionale Slp Cisl e Vincenzo Colla segretario Cgil Emilia Romagna. Slc Cgil, Slp Cisl, Failp Cisal, Confsal Com, e Ugl Comunicazioni spiegano che la mobilitazione mira a «scongiurare la vendita e la privatizzazione di un'ulteriore quota del pacchetto azionario di Poste Italiane e per ribadire l'importanza che una azienda di servizi e di logistica rimanga di indirizzo pubblico e possa essere un asset strategico per il rilancio del nostro Paese e non un altro pezzo di Paese svenduto sul mercato per fare cassa». Il timore di sindacati e lavoratori è quello di arrivare ad avere, in un settore come quello delle comunicazioni, un’azienda privata che serva solo a fare profitto e «che finisca, come abbiamo già visto in altre aziende pubbliche, in uno spezzatino infinito dove si perde occupazione».

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