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Reggiani a Norcia salvano Ulisse dalle macerie

Elisa Pederzoli
Reggiani a Norcia salvano Ulisse dalle macerie

Il pompiere di Reggio: «I colleghi hanno sentito il cane, si è scavato con le mani. Grande emozione»

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NORCIA. Sotto le macerie di interi paesi distrutti dalle ultime violentissime scosse del terremoto che non dà tregua al Centro Italia, per fortuna non ci sono state persone da trarre in salvo. Se in una tragedia di cui ancora non si riescono a vedere i confini si può trovare un lato positivo, è che non ci sono state nuove vittime. Ma il lavoro dei vigili del fuoco, arrivati qui da tutta Italia, non è finito. Anche l’unità cinofila partita da Reggio Emilia per Norcia il 30 ottobre scorso, ha lavorato incessantemente per aiutare uomini e donne rimasti senza una casa. Senza le proprie cose. Senza punti fermi. Ma un salvataggio, però, lo hanno fatto: quello del cane Ulisse, trovato ancora in vita sotto i detriti. «È stata una grande emozione» racconta dall’altro capo del telefono Cristian Ligabue, conduttore del labrador Maya.

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«Finito il lavoro di controllo partito non appena arrivati a Norcia di casa in casa, per verificare che nessuno fosse rimasto sotto le macerie - racconta - il nostro lavoro e quello dei colleghi nei giorni successivi è stato quello di accompagnare una a una le persone che faceva domanda nelle proprie abitazioni della zona rossa, nel centro storico di Norcia, per recuperare i beni di prima necessità, come i loro farmarci. Ma anche i loro animali domestici». L’ultimo intervento di Ligabue è stato quello di riportare a una signora anche i suo due gatti. «È stato come se le portassimo la cosa più importante del mondo. Ha pianto. Ci siamo commossi anche noi» racconta il vigile del fuoco discontinuo.

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Come se gli animali, nell’immane tragedia che ha colpito il cuore dell’Italia, fossero in grado in qualche modo con la loro presenza di portare un po’ di sollievo. Di certo, sono un grande sostegno riabbracciarli per coloro che hanno perso tutto, hanno perso la casa.

E per questo, probabilmente, il salvataggio del piccolo Ulisse è stato vissuto come un piccolo miracolo capace di riempire il cuore, in mezzo a tanto dolore e a tanta disperazione.

«Quella sera dei colleghi avevano sentito dei rumori provenire da sotto le macerie e così ci siamo tutti recati sul posto per riuscire a tirarlo fuori, scavando a mani nude» racconta Cristian. Al lavoro i pompieri dell’Emilia Romagna, della Puglia, del Lazio e della Liguria.

«Piano piano, siamo riusciti a tirarlo fuori. Lui era spaventatissimo. Ma vivo e in buone condizioni. È arrivata sul posto l’ambulanza veterinaria dell’Enpa che lo ha caricato e portato dove i veterinari hanno potuto prendersi cura di lui» conclude Cristian Ligabue.

Ieri Maya e il suo conduttore si sono rimessi in viaggio per ritornare a Reggio Emilia. Per ora, il lavoro delle unità cinofile è finito. «Qui davvero la situazione è difficile. Le scosse sono tante e anche durante i nostri interventi nella zona rossa le abbiamo sentite. Poi, fa paura quella frattura che si vede nella montagna...».

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