San Zenone, degrado e abbandono al parco
I residenti lamentano le condizioni: «Erba alta, sporcizia, panchine rovinate e cattive frequentazioni»
REGGIO EMILIA. Panchine logore e rovinate, escrementi di cane, erba non curata e cattive frequentazioni. La piccola area verde di piazza San Zenone, uno dei parchi collocati all’interno della circonvallazione che delimita il centro storico di Reggio Emilia, pare abbandonata a se stessa.
E a denunciarlo sono gli stessi residenti della zona, stanchi dello stato in cui versa il parchetto sotto casa. «Gli arredi del parco – spiega Ricciarda Slanzi, a nome dei condomini del civico uno – costituiti da quattro panchine in legno e tre in pietra, sono ormai logori. In forza di questo degrado i proprietari dei cani si sentono in diritto di portare i loro animali senza preoccuparsi di raccogliere le deiezioni. E il terreno diventa impraticabile quando è allestito uno spazio apposito a pochi metri, alla rotonda di piazza Duca D’Aosta».
La pulizia ordinaria in realtà viene effettuata quasi giornalmente dagli operatori della cooperativa La Vigna, che però hanno solo il compito di svuotare i cestini e pulire il terreno da mozziconi di sigaretta o cartacce. «La manutenzione del parco invece – prosegue la Slanzi – viene fatta un paio di volte l’anno, per tagliare l’erba quando diventa impraticabile. Bastano due gocce di pioggia per trasformare il parco in una lastra di fango e da ottobre fino a primavera rimarrà coperto di foglie, a riprova della mancanza di interventi ormai da anni. Qualche anno fa è persino crollato l’albero al centro del parco sotto la neve: l’ultima volta che sono stati potati gli alberi è stato sei anni fa e tra poco avremo di nuovo i rami contro le finestre e sul tetto».
Il disagio inoltre è creato anche dai personaggi che vengono attirati da questa situazione. Perché, da sempre, degrado attrae altro degrado: «Il parco è il luogo d’elezione per alcolisti e drogati, che fanno pipì contro i muri del condominio e dietro (e spesso anche davanti) ai cassonetti. A sua volta, questo disincentiva ulteriormente la frequentazione da parte di altri. Io che ho due bambini, ben volentieri mi fermerei a giocare dopo la scuola, ma non possiamo fare pochi passi senza incontrare escrementi. Basterebbe curare il parco, mettere possibilmente un paio di giochi per bambini, per portare nuova vitalità a un parchetto che è diventato ormai solo una toilette per animali e ubriaconi».
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