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Impianto biomasse no di Rifondazione «Salute in pericolo»

Impianto biomasse no di Rifondazione «Salute in pericolo»

CADELBOSCO SOTTO. «L'impianto a biomasse? Un progetto che sarebbe semplicemente un tumore che ammazza definitivamente il nostro territorio. Perché mai dovremmo accettare uno scempio simile? Abbiamo...

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CADELBOSCO SOTTO. «L'impianto a biomasse? Un progetto che sarebbe semplicemente un tumore che ammazza definitivamente il nostro territorio. Perché mai dovremmo accettare uno scempio simile? Abbiamo già a due passi la discarica di Sabar che doveva chiudere nel 2015, ma che continuerà la sua attività».

Va già duro il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista mentre si associa alle posizioni dell'amministrazione comunale e del comitato Aria Pulita, sulla discussa realizzazione di un impianto a biomasse da parte dei proprietari dell'allevamento Le Fontanelle. Tra l'altro, fu proprio Rifondazione Comunista a sollevare il problema del grave degrado ambientale legato a quello che il consigliere Pietro Giansoldati definì il «triangolo della puzza» della zona tra Cadelbosco Sotto e Villa Seta, con un' interpellanza presentata in consiglio comunale nel lontano 1998. All’epoca il problema non fu neppure preso in considerazione e le risposte furono più a livello di bar che di presa d’atto della deriva ambientale di degrado totale. «Questa zona nord–est di Cadelbosco è la zona martire del paese – spiega Giansoldati capogruppo di Rifondazione Comunista – A cominciare dalla lavorazione dell’amianto del dopoguerra che, ancora oggi, ci manda il suo conto dolorosissimo di morti; alla patologica concentrazione di allevamenti suinicoli con l’ingente sperpero di denaro pubblico investito nell’abortito impianto di depurazione dei liquami, mai entrato in funzione». «Poi l' annosa vicenda della mega porcilaia Fontanelle fatta di abusi continui nella gestione dei liquami che ha reso l’aria irrespirabile e le falde acquifere inquinate. Terrotorio desertificato, off–limits – ha continuato Giansoldati – per qualsiasi attività a contatto con il pubblico. Oggi la ditta Fontanelle ci riprova con un terrificante impianto a biomasse che dovrebbe trattare escrementi e le lettiere di gallina del ferrarese e di altre zone d’Italia. Il sindaco definisce “aberrante” il progetto della centrale “a guano di pollo, mais e sisso”, ma dice anche che “non ha strumenti per impedirne la realizzazione”. Rifondazione Comunista – ha detto perentoriamente Giansoldati – come sempre, sarà in prima linea per far abortire sul nascere questo “aberrante” progetto. Lo strumento di coordinamento della lotta sarà, ancora una volta, il comitato Aria Pulita. Se anche le istituzioni saranno dalla parte dei cittadini minacciati, tanto meglio». «D’altronde il compito della tutela della salute nei comuni è demandato al sindaco e, troppi sindaci, prima di quella attuale, hanno taciuto per troppo tempo. I signori proprietari di “Fontanelle” - ha concluso Giansoldati - sappiano che la popolazione non li tollera più e che se vogliono creare questo mostruoso progetto, lo possono fare a casa loro, a Soncino, Cremona, sempre che i loro concittadini condividano il progetto».

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