Nuova Ortopedia grazie a una donazione
Il reparto, insieme a quello di Medicina riabilitativa, sarà riqualificato: 2 milioni arrivano dalla Fondazione Cuvier Boni
REGGIO EMILIA. Muri, tecnologie e risorse umane devono andare di pari passo per garantire le cure ma anche un confort adeguato a chi è ricoverato al Santa Maria Nuova. E se si tratta di persone fragili come sono gli anziani, il problema si fa ancora più pressante. Per garantire una miglior qualità della degenza a fianco a cure sempre più adeguate (che nel caso della frattura del femore richiedono tempi rapidi), l'Azienda ospedaliera ha deciso di intervenire con una profonda riqualificazione sui due Reparti di Ortopedia e Medicina riabilitativa. Due reparti che sono tra quelli in maggior sofferenza proprio per essere ancora ospitati in una struttura realizzata negli anni Sessanta in cui le camere contengono sono quattro letti e non sempre hanno diretto accesso ai bagni.
Di mettere le mani al 4° piano del corpo C dell'ospedale, migliorando spazi e logistica e aumentare di un terzo la superficie a disposizione - arrivando a 2.180 metri quadrati in cui trovano posto 72 letti, studi e ambulatori - si occupa il progetto di riqualificazione presentato ieri dall'azienda ospedaliera e che sarà realizzato grazie al contributo della Fondazione reggiana Cuvier Boni. L'ente benefico presieduto dall'avvocato Nino Ruffini ha assicurato una donazione di due milioni di euro per i prossimi due anni: l’intervento, che richiederà due mesi di lavoro, costerà complessivamente di 3,9 milioni di euro.
L'obiettivo del progetto, che sarà realizzato in due stralci partendo da Ortopedia per poi passare a Medicina Riabilitativa, è quello di cambiare in profondità la situazione logistica dei due reparti ed è stato possibile, hanno sottolineato ieri il direttore dell'Azienda Antonella Messori, l'avvocato Ruffini, il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi «grazie a un'azione sinergica e non scontata tra istituzioni, soggetti pubblici e privati». Con un ruolo fondamentale che è stato giocato dal prefetto di Reggio, ha ricordato Luca Vecchi «che ha consentito di superare ogni ostacolo burocratico». E' stata necessaria infatti una modifica dello statuto della Fondazione per rendere possibile la donazione che sembrava non potesse arrivare, nonostante già dal 2012 l'ex assessore comunale di Reggio Gina Pedroni e l'ex direttore dell'Azienda ospedaliera Ivan Trenti avessero avviato i contatti con l'avvocato Ruffini. E se Antonella Messori nel presentare il progetto ha potuto ribadire che «il nostro ospedale non è solo il Core e il Mire, ma una serie di interventi di ristrutturazione e riqualificazione dell'esistente per migliorare il comfort dei pazienti e la qualità delle cure», è anche perché, questo intervento oltre migliorare spazi e confort consente di migliorare il trattamento di una patologia come quella della frattura del femore, particolarmente delicata nelle persone anziane. Nel 2015 in Ortopedia sono stati trattati 382 pazienti over 65 con frattura al femore (di cui il 92% sottoposti a interventi chirurgico). La percentuale dei pazienti operati entro le 48 ore (tempo ottimale per una buona riuscita dell'intervento) è stata dell'84% rispetto al 20% di qualche anno fa. Un risultato frutto di una sempre maggior multidisciplinarietà tra i professionisti sanitari e la creazione di un apposito reparto di Ortogeriatria per ridurre le complicanze da una lunga degenza a letto. L'inizio dei lavori è fissato a gennaio per il lato nord e l'ala centrale del 4° piano del corpo C mentre a novembre è previsto il trasferimento del reparto di Ortopedia. A gennaio 2018 partiranno i lavori nel lato sud e nella restante parte dell'area centrale. Il collaudo avverrà a ottobre 2018, quindi il trasferimento del reparto di Medicina Riabilitativa dal primo al quarto piano del Corpo C.
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