Gazzetta di Reggio

Reggio

Nuova spaccata alla pizzeria “Da Cuomo”

È il terzo colpo dall’inizio dell’anno. Il proprietario: «Ci avevano provato anche sabato scorso»

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REGGIO EMILIA. «Ci avevano provato una settimana fa, stessa tecnica e stesso tombino, quello all’angolo con via Guido Riccio Fogliani. Stavolta però ci sono riusciti». È amareggiato Gennaro Cuomo, 46 anni, contitolare insieme alla moglie Antonella Macrì della pizzeria ristorante “Da Cuomo” di via Cisalpina 13, storico locale prima del sottopasso che porta al tribunale. La spaccata è stata compiuta nella notte tra mercoledì e giovedì. «Ero qui a lavorare fino alle 2. All’uscita ho fatto il solito giro e mi sono guardato intorno: ho notato un tipo alto, magro, con cappellino, ma si è diretto verso il centro storico e io ho proseguito - racconta Cuomo - una volta a casa, ho avuto un presentimento, perché volevo tornare in pizzeria a fare un controllo; poi, vista l’ora tarda, ho lasciato perdere. Appena mi sono coricato a letto, alle 3, ho ricevuto la telefonata della guardia giurata, che mi avvisava che era scattato l’allarme». Arrivato sul posto, il pizzaiolo ha trovato la parte in basso della porta vetrata infranta da un tombino: all’interno, nel registratore di cassa mancava l’incasso della serata, che si aggirava sui 500-600 euro. «E’ la terza volta solo quest’anno - racconta il pizzaiolo - a maggio hanno fatto un colpo grosso, prelevando prosciutti, il televisore e altri elettrodomestici. A luglio hanno provato a sfondare la finestra sul retro, ma non ci sono riusciti perché c’è l’inferriata; hanno forzato la porta sul davanti con un piede di porco, arraffando però solo dolci e qualche bibita».

Il precedente più inquietante, però, si è verificato nella notte tra sabato e domenica scorsa, quando ignoti hanno tentato di spaccare il vetro della porta laterale con lo stesso tombino utilizzato nel colpo riuscito ora. «Quando avevo aperto, la domenica mattina, avevo trovato il tombino appoggiato al muro; ma in quell’occasione si vede che erano stati disturbati, perché erano fuggiti senza penetrare all’interno - conclude Cuomo - che cosa devo dire? Abbiamo l’allarme, i vigilantes, ma i furti continuano e negli ultimi quindici anni ne abbiamo avuti così tanti che ho perso il conto. Chissà quante volte ho dovuto chiamare i carabinieri. Per stare tranquillo, dovrei dormire qui la notte». (am.p.)

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