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Parco Appennino Le collaborazioni ora volano a 1.500

di Luca Tondelli
Parco Appennino Le collaborazioni ora volano a 1.500

Ventasso: boom di sinergie con associazioni ed enti Il presidente Giovanelli: «Fondamentali per i nostri progetti»

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VENTASSO. «Uno straordinario punto di forza acquisito dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano è la ricca e fitta rete di relazioni, collaborazioni e partnership creata con quasi 1500 enti, associazioni, soggetti, persone, operatori diversi. Collaborazioni a 360 gradi che un esame dettagliato ha disegnato, valutato e tradotto in numeri». Così Fausto Giovanelli, presidente del parco nazionale spiega la genesi della “mappa delle collaborazioni”.

Sono all’incirca 330 gli enti, le istituzioni pubbliche e i soggetti privati fortemente legati ad attività, interventi e progetti del parco e coinvolti in modo continuativo.

«Circa 630 sono invece – prosegue Giovanelli – i soggetti pubblici e privati coinvolti in modo temporaneo, ma ripetuto nel tempo; mentre sono quasi 540 quelli con cui l’ente collabora in modo più occasionale. Tra le istituzioni pubbliche con cui il contatto è pressoché costante ci sono 56 Comuni, 8 unioni comunali, 13 Province, 7 regioni e 16 parchi tra nazionali e regionali. Quasi 700 sono le relazioni con il mondo e gli operatori della scuola, 32 con le università».

Dal settore privato sono state evidenziate oltre 100 relazioni e partnership con attività imprenditoriali nel settore del turismo; circa 90 sono quelle con aziende agricole e zootecniche; 40 quelle con il mondo associazionistico; 6 con la Pro Loco. Più di 110 sono invece le collaborazioni con il mondo dei mass media.

«Queste importanti e strutturate sinergie – conclude Giovanelli – sono fondamentali per realizzare i tantissimi progetti intrapresi dall’ente parco, che da solo non sarebbe in grado di reggere. Le collaborazioni rappresentano sempre più sostanza e valore del modo di essere del Parco e di perseguire la mission su ambiente, cultura, economia e territorio. È utile metterle a fuoco per una miglior visione d’insieme del nostro lavoro e del futuro dell'Appennino. Vogliamo superare quella sorta di pregiudizi o visioni ristrette che portano ad identificare i Parchi come isole, come una sorta di ‘altro’ e alternativo rispetto al territorio,su cui convivono diversi poteri pubblici e diritti privati». «In realtà - conclude - il Parco è un ente che ha una sua missione, ma che è anche catalizzatore di progetti e idee, lievito che può sostenere la crescita della coesione sociale e della qualità della governance dei nostri territori».

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