Gazzetta di Reggio

Reggio

Quattro anni di carcere per dieci rapine

di Enrico Lorenzo Tidona
Quattro anni di carcere per dieci rapine

Condanne da 2 a 4 anni in abbreviato per tre componenti della “banda dei nonni”. Zangirolami confessa davanti al giudice

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Fino a dieci rapine compiute in quattro tra Target, Conad e Poste. Quattro amici sodali nel disegno criminale ricostruito ieri davanti al gip Giovanni Ghini, che ha avuto davanti a sè i casi di tre dei quattro componenti della “banda dei nonni”, autori di assalti a mano armata tra Reggio e Rubiera, dai 48 ai 76 anni di età, considerati autori di una serie di colpi la cui geografia e sequenza temporale sono state tracciate dal pm Giacomo Forte, che ha coordinato le indagini della squadra mobile guidata da Guglielmo Battisti. Tra rito abbreviato e il riconoscimento di «un unico disegno criminoso» la pena massima è stata di 4 anni per i 10 colpi a mano armata.

Ieri c’è stata infatti l’udienza con il rito abbreviato scelto da tutti gli imputati, escluso il più anziano, Angelo Moratti, 76 anni con problemi di salute, difeso dall’avvocato Marco Fornaciari, che ha scelto il rito ordinario. Il pm aveva chiesto 6 anni di carcere per Marco Sassi (69 anni, non presente in udienza, difeso da Claudia Pezzon), 5 anni per il 48enne Daniele Zangirolami (difeso da Matteo Marchesini) e 3 anni per il 57enne Paride Astorre (difeso da Elisabetta Strumia).

Marchesini ha chiesto e ottenuto per il suo cliente le attenuanti generiche perché Zangirolami ha offerto una confessione piena in udienza, assumendosi le responsabilità. Il giudice ha così condannato Sassi e Zangirolami a 4 anni ciascuno di reclusione e 500 euro di multa, mentre Astorre a 2 anni e 300 euro di multa, per effetto della legge che non prevede la somma dei reati per ogni singola rapina commessa.

A costituirsi come parte civile sono state le Farmacie, che hanno anche ottenuto il pagamento del risarcimento. Per le motivazioni serviranno 45 giorni di tempo.

Le pene, visti le precedenti sentenze, saranno invece sommate. Zangirolami, ad esempio, ha un residuo precedente di pena, più i quattro anni di condanna per la rapina alla Farmacia del Parco di via Pansa del 2015, quando i quattro furono arrestati e dalla quale partì poi l’indagine della squadra mobile, che li indicò come i responsabili di una decina in tutto di colpi, che saranno probabilmente conteggiati con un “vincolo di continuazione” tra i vari reati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google