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Reggio Emilia, armato di coltello rapina una fornaia

di Ambra Prati
Reggio Emilia, armato di coltello rapina una fornaia

La titolare della panetteria Dolce Mattino di via della Canalina consegna l’incasso, il bandito fugge con 600 euro

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REGGIO EMILIA. «Mi hanno derubato tante volte, ma non mi ero mai trovata davanti un rapinatore armato di cutter in pieno giorno. Sono rimasta pietrificata e ho eseguito gli ordini». A parlare è Antonietta Convertino, titolare della Panetteria Dolce Mattino di via della Canalina 16. Ieri mattina la fornaia di 43 anni è stata rapinata da un bandito solitario, che ha fatto irruzione alle 12.05 («avevo appena guardato l’ora, me lo ricordo bene») e che la vittima descrive così: «Alto 1.70, giacca a vento nera con jeans, un passamontagna nero in testa. Ha detto una sola frase, inequivocabile: dammi i soldi. Dall’accento pareva italiano, ma non reggiano, forse del sud. Ero da sola in negozio e non ho reagito in alcun modo: mi sono avvicinata alla cassa, ho preso i 500-600 euro dell’incasso della mattinata e glieli ho consegnati».

Il blitz è durato pochissimi secondi; con il malloppo infilato nella tasca della giacca, il rapinatore si è allontanato, pare a piedi, mentre la titolare si riprendeva dallo spavento e chiamava i carabinieri.

I militari, subito intervenuti sul posto, hanno raccolto la testimonianza della signora e hanno perlustrato l’intero quartiere, al momento senza risultato. «Quello che mi stupisce è che quello sconosciuto ha agito nell’orario di punta – spiega Antonietta – tra l’altro quando mi assento, proprio perché non vedo l’ingresso e non si sa mai, uso sempre l’accortezza di chiudere la porta. Poco prima che il bandito facesse irruzione, avendo la necessità di andare in bagno, avevo chiuso; al ritorno, c’erano già tre clienti che mi aspettavano. Li ho serviti, poi sono andata nel locale di servizio sul retro, a lavare delle pentole. Quando ho sentito dal campanello che qualcuno era entrato, mi sono girata e ho visto quell’uomo».

Evidentemente il rapinatore era appostato da tempo e ha atteso il momento giusto – l’unico intervallo senza clienti – per entrare in azione. Antonietta ha assunto la gestione del forno da gennaio di quest’anno; prima aveva un bar, «e come barista mi hanno derubato tante volte con spaccate notturne, ma non mi sono mai trovata di persona davanti a un malvivente armato». Da inizio anno, la panetteria ha registrato ben due episodi di furto. «Il primo a Pasqua – racconta la titolare – Noi chiudiamo alle 13.30 e il cibo che resta invenduto a quell’ora siamo soliti portarlo alla vicina caserma dei vigili del fuoco. Quel giorno, in previsione del ponte di chiusura ho caricato diversi vassoi di salato e diverse torte in macchina, sono rientrata in negozio per spegnere le luci e al ritorno l’auto era vuota: velocissimi, non mi sono accorta di nulla».

Il secondo episodio si è verificato meno di una settimana fa, lunedì scorso. «Il panificio era chiuso, ma mio cognato faceva avanti e indietro, dalla porta laterale al furgone, per sgomberare. Si vede che qualcuno si è infilato nella porticina, perché abbiamo trovato il fondo cassa aperto: spariti 310 euro».

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