Riabilitazione psichiatrica Undici laureate per i Rems
Partecipata cerimonia ieri nell’aula magna della sede reggiana di Unimore I complimenti del pro rettore Ferretti e del direttore dell’Ausl di Reggio Nicolini
REGGIO EMILIA. Aula magna dell’ateneo in festa, ieri mattina, perché undici ragazze (6 modenesi, due parmigiane e tre reggiane) hanno conseguito la laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica. Tutte con il voto massimo (110 su 110) e quattro anche con la lode. A due di loro è andato inoltre un premio che ha consentito di condurre un periodo di formazione all’estero, a Siviglia.
L’attività professionalizzante delle undici neo laureate si è svolta in strutture pubbliche e private convenzionate con Unimore. Vale a dire le aziende Ausl di Reggio e Modena, l’ospedale Maria Luigia di Parma, gli ospedali modenesi Villa Igea e Villa Rosa e il Centro italiano di solidarietà (Ceis) di Modena e Reggio. Forse proprio là dove troveranno occupazione. In effetti il tasso di impiego per questi titoli di studio è pari all’80% entro un anno.
A gioire accanto alle giovani, alle loro famiglie e alla commissione giudicante presieduta da Gian Maria Galeazzi, erano dunque in tanti. Anche perché la nostra città è stata fortemente interessata dalla legge Basaglia (n. 180 del 13 maggio 1978) che ha modificato la denominazione delle comunità terapeutiche dedicate alla cura di disturbi psichici.
Al posto dei “manicomi” (in città c’erano il San Lazzaro chiuso nel 1978 e l’Opg fino al 2015) ecco le “Comunità” nei Dipartimenti di salute mentale. È lì che le nuove laureate collaboreranno alla valutazione della disabilità psichica, analizzeranno bisogni e istanze evolutive, rileveranno le risorse del contesto familiare e socio ambientale. Parteciperanno inoltre alla identificazione degli obiettivi formativo-terapeutici e di riabilitazione psichiatrica e alla formulazione di un programma specifico mirato alla persona in trattamento. Concorreranno alla valutazione degli esiti del programma di abilitazione e riabilitazione, contribuendo anche alla formazione del personale di supporto e all’aggiornamento del loro profilo professionale.
«Saranno una preziosa risorsa – ha sottolineato il professor Galeazzi – perché la salute mentale abbisogna non solo di cure mediche ma anche psicologiche». «Lavoreranno in équipe con psichiatri, psicologi e infermieri – ha aggiunto Gaddomaria Grassi, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl reggiana – e saranno figure di rilievo nei processi di cura, assistenza, riabilitazione e inclusione. Anche in previsione della possibile apertura di una Rems (residenza esecuzione misure sicurezza) a Reggio Emilia dopo quelle già attive a Parma e Bologna».
«La materia che trattate merita particolare attenzione e il corso che avete completato è singolare e complesso – ha detto Fausto Nicolini, direttore dell’Ausl – mi rallegra che abbia sede nella nostra città».
«Sarete ambasciatrici del nostro ateneo – ha completato il pro rettore Riccardo Ferretti che ha portato il saluto e i rallegramenti del rettore Andrisano – trasferendo tecnologie e conoscenze nei luoghi in cui andrete a operare». Prima di invitare le 11 neo laureate a mantenere uno stretto collegamento con l’ateneo. L’incontro si è concluso con la consegna di due diplomi a Myriam Pecorari (Parma) e Sofia D’Incà (Reggio) che hanno vissuto uno stage in terra spagnola grazie a un premio titolato alla memoria del professor Rodolfo Paguni.
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