Reggio Emilia, aggredito e rapinato... pure delle scarpe
Un 27enne di Gattatico, sceso dal bus a Fogliano, stava cercando la casa di un’amica quando è stato scaraventato a terra da due uomini. Gli hanno rubato lo zaino, il portafogli, il telefonino e persino le scarpe
REGGIO EMILIA. È partito da casa con mezzi pubblici, per andare a trovare un’amica, a casa della quale avrebbe dovuto trascorrere qualche ora in compagnia. Ma il venerdì sera che immaginava un 27enne di Gattatico si è trasformato in una serata da incubo, di quelle che difficilmente potrà scordare.
Arrivato a Fogliano a bordo di un autobus della linea 9, quando erano circa le 20.30 e faceva già buio da un po’, il giovane si è trovato a percorrere via Beato Angelico (una laterale della provinciale 486 che collega Reggio a Scandiano) dove è stato aggredito e rapinato da due malviventi.
Il 27enne, che non riusciva a trovare la casa dell’amica, si era avvicinato ai due uomini visti gironzolare lungo la via, probabilmente italiani, ai quali avrebbe voluto chiedere informazioni ma, prim’ancora che aprisse bocca, lo hanno scaraventato a terra e rapinato dallo zainetto, del telefonino, del portafogli contenente circa 70 euro e, persino, delle scarpe, strappandogliele di dosso mentre era a terra.
Ferita a un labbro e sconvolta per ciò che gli era appena successo, la vittima della rapina non ha potuto far altro che osservare i due aggressori mentre si allontanavano con i suoi effetti personali. Solo in quel momento il 27enne ha notato che entrambi indossavano un passamontagna e che, ovviamente, non erano le persone più indicate alle quali chiedere informazioni.
Senza scarpe e senza telefono, il 27enne per chiedere aiuto ha dovuto fermare un passante e poi, insieme, hanno suonato il campanello di una casa di via Beato Angelico, da dove il residente ha lanciato l’allarme al 112, chiedendo l’intervento dei carabinieri.
La rabbia per quanto subìto era più forte del dolore al labbro sanguinante, al punto che il 27enne ha detto di non aveva bisogno di essere medicato dai volontari di un’ambulanza che i primi soccorritori avrebbero voluto chiamare.
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