Droga a domicilio con un supplemento
Montecchio: arrestato un 35enne che riforniva i giovani di Reggio Emilia e Parma. Le consegne a distanza costavano di più
MONTECCHIO. Stupefacenti di tutti i tipi, con consegne a domicilio. Ma occhio ai confini geografici, perché fuori provincia veniva applicato un supplemento.
Ma il pusher è caduto nella rete dei carabinieri, attirati dal viavai negli ambienti frequentati dai tossicodipendenti (come, ad esempio, i Sert). Così l’Arma è riuscita ad intercettare l’autore di una solida rete di clienti che si premurava di contattare proponendo qualsiasi tipo di sostanze stupefacente. I clienti che non potevano o volevano muoversi avevano la possibilità di contare sulla sua disponibilità: con un piccolo supplemento, equivalente alle spese di viaggio, il pusher provvedeva a curare la consegna nel luogo desiderato.
Lo spacciatore aveva messo in piedi un’intensa attività di spaccio di eroina, cocaina, hascisc e marijuana, venduta a numerosi giovani, anche in età scolare, abitanti nelle province e capoluoghi di Reggio Emilia e Parma. Per non essere beccato, adottava alcune precauzioni: cambiava continuamente i luoghi di consegna, si presentava con notevole ritardo agli appuntamenti e, talvolta, si spostava con l’intera famiglia (la compiacente moglie e il figlio di un anno). Un vero e proprio impresario specializzato nel settore degli stupefacenti, come accertato in modo inconfutabile dalle indagini condotte dai carabinieri di Montecchio, che lo hanno arrestato nell’ambito di una indagine antidroga da cui emergono documentate centinaia e centinaia di cessioni di stupefacenti e in cui viene ricostruito circa un anno di attività di spaccio.
Il Tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le richieste avanzate del sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa, concorde con le risultanze investigative dei carabinieri di Montecchio, ha emesso a carico del pusher un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari, eseguita dai carabinieri di Montecchio.
In manette, con l’accusa di spaccio di stupefacenti aggravato dalla continuazione del reato, è finito un tunisino 35enne abitante a Cadelbosco Sopra, ristretto in regime di arresti domiciliari a disposizione della autorità giudiziaria.
Nei guai anche la compagna convivente, una 26enne italiana, indagata per concorso nell’attività di spaccio.
L'indagine ha preso il via alla fine del 2014, quando i carabinieri di Montecchio hanno appreso che un tunisino era dedito allo spaccio di eroina, cocaina, marijuana e hascisc. I contatti avvenivano tramite telefono. Individuato il sospetto spacciatore, i carabinieri sono risaliti all’utenza usata per i contatti con i suoi clienti. Dal telefono del pusher i carabinieri sono risaliti a quelli di numerosi clienti, tutti sentiti dai carabinieri. Queste indagini hanno permesso di ricostruire una prolungata attività di spaccio compiuta nei confronti di numerosi giovani reggiani e parmigiani, che hanno dichiarato di aver comprato in numerose occasioni stupefacenti dal tunisino, poi riconosciuto mediante l’individuazione fotografica.
La certosina attività investigativa ha portato a ricostruire centinaia di cessioni di stupefacenti fatte nell’ultimo anno, per un giro d’affari stimato in svariate migliaia di euro. Le risultanze investigative dei carabinieri di Montecchio, concordate dalla Procura reggiana e recepite dal gip, hanno quindi portato all’emissione del provvedimento e all’arresto del pusher.
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