Gazzetta di Reggio

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Esplosione in garage, salvo per miracolo

di Leonardo Grilli
Esplosione in garage, salvo per miracolo

A fuoco l’auto a gpl in via Fratelli Cervi, il proprietario si allontana appena in tempo. Soccorsa una disabile bloccata in casa

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REGGIO EMILIA. Sarebbe potuto morire se non si fosse accorto per tempo di quello che stava per succedere. Un uomo, poco prima delle 13 di ieri, si è salvato per miracolo dall’esplosione avvenuta nel suo garage, dove stava lavorando, scappando poco prima che saltasse tutto in aria.

Un forte boato che ha scosso le pareti delle case vicine, seguito subito dopo dal fuoco e da un’altissima colonna di fumo. Il rogo che si è sviluppato nel locale di via Fratelli Cervi 137 è stato visibile per diversi minuti e a molti isolati di distanza, tanto che in pochissimo tempo il comando dei vigili del fuoco è stato tempestato da decine di telefonate.

A causare l’esplosione, secondo i primi rilievi, sarebbe stata una macchina alimentata a gpl, una Peugeot 207 di un amico del titolare del garage. La valvola termostatica della vettura si sarebbe rotta e la macchina avrebbe cominciato a perdere gas, proprio mentre era in funzione una stufetta a pellet accesa dall’uomo per riscaldarsi. Una combinazione fatale che ha portato all’esplosione della Peugeot e dell’intero locale. Un grave danno per il proprietario e i suoi familiari, in lacrime davanti alla struttura fumante dello stabile che avevano da poco ristrutturato. Dell’auto, invece, resta poco più che uno scheletro.

L’operazione di spegnimento delle fiamme inoltre non è stata affatto facile, tanto che è stato necessario l’intervento di diversi pompieri: «Abbiamo utilizzato quattro mezzi – spiega il caposquadra Giordano Bonezzi – fra cui un’autoscala, un’autobotte e due autopompe. In totale eravamo quattro squadre, 14 uomini. Abbiamo tolto l’auto dal garage e praticato dei buchi nel tetto per far uscire il fumo. I danni sono stati ingenti, la struttura non è più agibile».

Sembrerebbe invece essersela cavata il box confinante, di proprietà di uno dei residenti della palazzina. «Lì dentro avevo oggetti di ogni sorta – spiega Gino Orlandini –. Da quando ho fatto il trasloco, cinque anni fa, non l’ho mai svuotato: ci tengo anche parecchie cose nuove fra cui un paio di biciclette. Spero sia tutto a posto».

La paura più forte però è stata per la moglie, affetta da una disabilità e in casa al momento dell’esplosione: «Stavo tornando dal forno qui vicino quando ho visto alzarsi una colonna di fumo da dietro casa mia – prosegue Orlandini –. Sono tornato subito e mentre arrivavano i vigili del fuoco ho fatto uscire mia moglie Adelina dall’appartamento. Era spaventata e l’ho sistemata in macchina, che tra l’altro ha il riscaldamento rotto. Ha patito un gran freddo: per fortuna, a incendio domato, ci hanno dato il permesso di rientrare. I pompieri hanno fatto i controlli di agibilità e non ci sono stati danni alla palazzina».

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