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«L’olio venne distrutto da una nevicata»

di Serena Arbizzi
«L’olio venne distrutto da una nevicata»

L’ex amministratore di Pieffe Trade sulla partita rumena pagata e mai arrivata: «Niente assicurazione sugli eventi meteo»

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CORREGGIO. Una delle tante questioni aperte del caso En.Cor, l’ex municipalizzata del Comune di Correggio produttrice di energie rinnovabili, è quello della partita rumena pagata oltre 600mila euro per una fornitura d’olio vegetale mai arrivata. Una mancata fornitura che l’ex sindaco di Correggio, Marzio Iotti, non ha esitato a denunciare ai carabinieri. Per quella partita d’olio En.Cor si rivolse a Pieffe Trade, ditta con sede a Senigallia, con un’unità operativa a Bologna. Pieffe Trade, com’è tuttora possibile leggere sul sito internet dell’azienda, si occupa di consulenze nel campo delle energie da fonti rinnovabili.

En.Cor ha stipulato il contratto con Pieffe Trade nell’agosto 2011. L’accordo prevedeva la fornitura di olio vegetale tracciato a un prezzo di 820 euro a tonnellata. Un affare giudicato competitivo.

Quando l’ex municipalizzata siglò il contratto, amministratore unico di Pieffe Trade era Vinnico Frezza, il quale, interpellato telefonicamente dalla Gazzetta, ha ricostruito tutti i passaggi dell’operazione commerciale con l’ex municipalizzata. Indicando come l’affare sia sfumato a causa di una grossa nevicata che ha distrutto l’olio e come En.Cor non fosse assicurata contro gli eventi atmosferici e, pertanto, non nelle condizioni di pretendere un risarcimento.

Frezza, voi di Pieffe Trade come siete entrati in contatto con En.Cor?

«Ci ha fatti incontrare un intermediario, un procacciatore di affari di Reggio Emilia. Si chiama Stefano, ma non ricordo il cognome: operava nel campo dei macchinari e delle rinnovabili. Da parte nostra, noi di Pieffe Trade ci occupavamo della fornitura d’olio non solo a En.Cor, ma anche ad altre aziende. Noi abbiamo fatto da tramite con un’azienda rumena: la Nelli Oil Cel Tech,con sede a Filiasi».

Avete mai incontrato qualcuno di En.Cor?

«Sì, certo: i vertici dell’ex municipalizzata, Luciano Pellegrini e Davide Vezzani. Li ricordo come professionisti competenti. Sono stati diverse volte in Romania per questa operazione».

Se i vertici di En.Cor erano preparati, quale fu allora il problema a causa del quale non andò in porto l’affare rumeno?

«Per una serie di circostanze sfavorevoli, era stato acquistato il seme per la produzione d’olio, poi c’è stata una nevicata grossissima che ha sfondato il tetto dove era depositato tutto il prodotto che, ovviamente, è andato perso».

È vero che En.Cor ha pagato a rate i 600mila euro?

«Man mano che veniva immagazzinato il seme per ottenere l’olio, En.Cor pagava. La procedura di acquisto era semplice: la società rumana acquistava il seme dai produttori locali, mandava le bolle d’acquisto e, in base a questo valore, venivano fatti i bonifici. En.Cor avrebbe dovuto iniziare la lavorazione una volta acquistato il prodotto, ma la nevicata, che si verificò nel gennaio successivo al pagamento, bloccò tutto».

En.Cor ha mai cercato di ottenere un risarcimento?

«No, purtroppo non c’era nemmeno un’assicurazione. Se fosse stata stipulata un’assicurazione su eventuali danni da intemperie, il danno sarebbe stato coperto. La nevicata non fu l’unico problema: si registrarono inghippi anche con autorizzazioni e licenze riguardanti il tipo di pavimentazione nell’azienda rumena dove veniva lavorato l’olio. La pavimentazione, infatti, doveva essere realizzata in un certo modo perché non si lasciassero passare residui di terra. A Correggio di olio ne sarebbe servito, e tanto. Ma non è mai arrivato. In poco tempo, inoltre, la quotazione dell’olio vegetale è schizzata da 700 euro a tonnellata a 920».

Attualmente Pieffe Trade è ancora attiva?

«Non so se sia stata chiusa; credo abbia traslocato a Milano. Da alcuni anni non sono più in contatto con loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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