Gazzetta di Reggio

Reggio

La chiesa è inagibile a causa della pioggia trasferito un funerale

di Adriano Arati
La chiesa è inagibile a causa della pioggia trasferito un funerale

Quara, l’edificio era già danneggiato dal terremoto Vento a 191 orari sul Cusna e smottamenti sull’Appennino

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TOANO. Un funerale spostato, un vento da record, tanti piccoli smottamenti e cedimenti che non lasciano molto tranquilli per i prossimi giorni.

Non è stato un sabato semplice nella montagna reggiana, con l’annunciato maltempo a dominare per l’intera giornata, fra piogge intensissime iniziate già al mattino, condite spesso dalla nebbia, e forti raffiche di vento che periodicamente spazzavano la foschia ma generavano poi altri disagi. Il problema più serio e sgradevole arriva da Quara di Toano.

La chiesa parrocchiale, già danneggiata negli anni scorsi dal terremoto, era utilizzabile solo parzialmente per problemi di stabilità e di infiltrazioni. Il peggiorare delle condizioni atmosferiche durante la giornata di ieri ha costretto la diocesi a sancirne la chiusura temporanea dalla mattinata.

Proprio ieri era però in programma il funerale di un abitante della zona, Aldo Lanzi, da celebrare nella chiesa di Quara.

La chiusura ha reso necessario spostare la funzione religiosa, trasferita a pochi chilometri di distanza nella piccola chiesa parrocchiale di Monzone, un paesino che dal crinale toanese scende verso la vallata del fiume Dolo e il confine con il modenese.

Il vento ha provocato meno danni, nonostante abbia toccato potenze notevoli.

Dalle previsioni i venti si sarebbero dovuti stabilizzare attorno ai 100 chilometri orari, ma il picco massimo ha quasi raddoppiato la cifra: l’osservatorio del Monte Cusna di Reggio Emilia Meteo ha infatti registrato una velocità di 191.5 chilometri orari sulla sommità della principale vetta della provincia. Non era giornata per escursioni in zona, decisamente. Folate poderose sono state segnalate dalle altre postazioni di Reggio Emilia Meteo anche a Camporella di Ramiseto e a Febbio Rescadore, con punte che hanno superato in alcuni casi i 105 chilometri orari. Al di là dei casi limite, dalla pedecollina sino al crinale, il territorio reggiano è stato costantemente battute dalle piogge e dal vento senza particolari soste.

Le strade e i fossi hanno iniziato a creare i primi canaletti di acqua dovuti all’eccessiva quantità di liquido caduta a terra in poche ore, diverse piante sono cadute o sono state gettate in strada dalla forza del vento. Non vi sono stati problemi seri alla viabilità, nessun cedimento o nessuna frana, ma l’allerta è altissima, perché questa ondata potrebbe generare nuovi dissesti o riavviare alcuni fra i molti già presenti. L’attenzione, quindi, è molto alta per riscontrare che non si verifichino nuovi danni o peggiorino situazioni già precarie.

La prossima settimana è previsto un abbassamento delle temperature, e il gelo potrebbe bloccare almeno temporaneamente alcuni movimenti, peggiorando però le cose per quando tornerà il caldo.

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