Allarme piena per Enza e Secchia
L’allerta di Aipo e Protezione civile destinata a rientrare Nel fine settimana caduti tra i 20 e i 30 millimetri di pioggia
REGGIO EMILIA. L'Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) ha attivato il servizio di piena sui fiumi Taro, Parma, Enza e Secchia, ed è tenuto sotto stretta osservazione anche il Panaro. La decisione è stata presa in relazione ai livelli idrometrici sviluppati nelle ultime ore. Inoltre la Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha attivato ieri mattina alle 9, la fase di preallarme per criticità idraulica in tre comuni interessati dall'Enza: Brescello nel Reggiano, Mezzani e Sorbolo nel Parmense. Poi, dalle 15, è stata attivata la fase di preallarme per criticità idraulica in una serie di comuni interessati dai fiumi Parma, Panaro e Secchia. I provvedimenti sono stati presi per il transito del colmo di piena. Nel Reggiano, ad essere interessato è stato solo il comune di Rubiera. Mentre il ponte di Sorbolo, che spesso è il primo ad essere chiuso quando si alzano i livelli idrometrici, è rimasto aperto.
L’attesa perturbazione prevista per il fine settimana non si è quindi fatta mancare e ha raggiunto la sua piovosità massima sabato sera. In modo più o meno omogeneo, su tutto il territorio entro la mattina di domenica, momento in cui ha iniziato a ristabilirsi il bel tempo, sono caduti dai 20 ai 30 millimetri di pioggia. Al di là della preoccupazione per l’ingrossamento dei fiumi, con questo fenomeno di inizio novembre si sono quasi completamente ristabilite le normali condizioni di piovosità media annua sul territorio provinciale.
Il 2016 in effetti è stato caratterizzato, per tutto il periodo primaverile ed estivo, da una straordinaria serie di eventi temporaleschi, molto circoscritti ed estremamente variabili nelle entità. Quello che è certo è che a settembre eravamo in deficit di precipitazioni di 215 millimetri rispetto allo stesso periodo di riferimento, quasi un 30% rispetto alla piovosità media annua del nostro territorio. Con ottobre le cose si sono un poco rinormalizzate e la differenza è scesa a soli 115 per arrivare oggi, grazie alla pioggia di sabato e ieri mattina, ad una differenza negativa della piovosità di circa 90 millimetri (che sono comunque un buon 12 % rispetto alla piovosità media annua). Quello che si evidenzia in modo particolare quest’anno nel confronto con quello che siamo abituati ad attenderci su territorio locale è un evidente incremento della piovosità invernale e un impoverimento delle precipitazioni estive. A questo proposito basti osservare che, stando ai dati raccolti da Arpa Meteo della Regione dalle stazioni di rilevamento dislocate sul nostro territorio, a marzo 2016 erano piovuti in terra reggiana 160 millimetri in più rispetto alla piovosità media dell’ultimo ventennio. Il pareggio della piovosità di quest’anno rispetto alla piovosità media attesa sul nostro territorio si è poi verificata allo scoccare dell’ultimo giorno di luglio. Da quel giorno abbiamo iniziato ad accumulare quella siccità di cui si è detto e che da qui al 31 dicembre attende 230 millimetri di pioggia. 230 litri ogni metro quadro di superficie, per poter raggiungere i livelli di piovosità media, calcolati sul periodo degli ultimi 20 anni, che corrisponde a 750 millimetri. (c.co)
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