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Chiodi al Mirabello, sindaco e Fondazione per lo sport condannano il gesto

Chiodi al Mirabello, sindaco e Fondazione per lo sport condannano il gesto

Di "fatto vergognoso e inaccettabile" parla Luca Vecchi mentre per Milena Bertolini si tratta di qualcuno che "tenta di compensare la propria frustrazione danneggiando i beni pubblici"

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REGGIO EMILIA. Il giorno dopo il vergognoso atto vandalico allo stadio Mirabello, sul cui campo sono stati gettati dei chiodi per impedire lo svolgimento della partita di calcio femminile Sassuolo - Vittorio Veneto, arrivano le prime reazioni degli amministratori reggiani.

E in particolare quella della Fondazione dello sport che, per conto del Comune, si occupa di "gevernare" l'impianto sportivo di Reggio Emilia. "Diceva Konrad Adenauer - scrive il presidente Milena Bertolini - uno dei padri fondatori dell’Europa, che Dio ha posto dei limiti all’intelligenza umana, ma non alla stupidità.

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Quanto sia vera questa frase lo dimostrano gli inqualificabili fatti accaduti nella giornata di domenica 6 novembre 2016 allo stadio Mirabello, ove la notte precedente in vista della partita tra Reggiana femminile e Vittorio Veneto dei vandali criminali hanno sigillato le porte di accesso, in maniera che non vi si potesse accedere e cosparso il campo di chiodi".

"Questa malcelata impotenza di poveri frustrati - prosegue la Bertolini - non merita altro commento che quello di invocare l’intervento dell’autorità giudiziaria e per il futuro delle forze dell’ordine e della Digos, perché questi episodi non abbiano più ad accadere e i responsabili siano perseguiti e puniti. Nient’altro si dica per non dare pubblicità a chi, con il rimbalzo talvolta di siti locali, tenta di compensare la propria frustrazione, danneggiando i beni pubblici e insultando gli altri".

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La fondazione insiste poi sulla tematica del calcio femminile:  "Molto più grave e molto più rilevante, invece, il fatto che questo episodio sia rivolto contro il calcio femminile, cioè contro quell’ambito sportivo a favore del quale la Fondazione nell’ultimo anno ha speso le proprie risorse e la propria immagine per denunciare i pregiudizi, le discriminazioni, le ingiustizie che a vari livelli questa disciplina deve subire, ha subito e, come dimostra questo squallido episodio, subisce".

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La prima mossa quindi è chiaramente il rivolgersi alle forze di polizia: "La Fondazione per lo sport interesserà l'Autorità giudiziaria per i fatti accaduti e chiede da subito al mondo politico, sportivo e istituzionale solidarietà per questa aggressione subìta, solidarietà verso il calcio femminile e condanna ferma e incondizionata a tutti i livelli di questi atti criminali, manifestando vicinanza a Reggiana calcio femminile e a U.S. Sassuolo Calcio per la indegna campagna che taluni gruppi di pseudo-tifosi hanno scatenato contro di loro".

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E la reazione del mondo politico è arrivata tramite le parole del sindaco Luca Vecchi, che ha fermamente condannato il gesto vandalico: "È un fatto vergognoso e inaccettabile per una città come Reggio Emilia. E' stata un'azione violenta e pericolosa, che avrebbe potuto far male ad atleti e atlete che calcano quel prato verde.

Lo sport che vogliamo, lo sport nel quale io stesso sono cresciuto, è quello che attraverso la competizione crea occasioni di crescita, è quello che sa accompagnare la formazione dei giovani, è quello che con i propri valori sa unire una comunità".

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"Quando altro scende in campo - ha concluso Vecchi - quando si fa strada la violenza, non si tratta più di sport e non ha diritto di cittadinanza alcuno in una città civile come Reggio Emilia. Esprimiamo gratitudine alle forze dell'ordine che sono prontamente intervenute ed auspichiamo che gli autori di questa follia possano essere individuati prontamente ed essere chiamati alle proprie responsabilità".

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