Maya, la solidarietà dei gruppi di genitori con bambini Down
Castelnovo, l’autopsia sulla bimba potrebbe svolgersi oggi La mamma: «Non vogliamo che altri provino questo dolore»
CASTELNOVO MONTI. Potrebbe svolgersi nella giornata di oggi l’autopsia per capire la causa della morte di Maya, la bimba morta giovedì, ad appena 3 anni, nel reparto di Rianimazione dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. I genitori della piccola, Elena Dumitrascu e il marito Marius, vogliono conoscere con esattezza quanto è avvenuto e che cosa ha portato al tragico epilogo. «Ci hanno detto che probabilmente potremo sapere qualcosa in più già domani (oggi per chi legge, ndr), dopo l’autopsia che potrebbe tenersi anche subito – dice la mamma di Maya –. Contiamo, grazie anche a questo accertamento, di avere una risposta più precisa su quanto è successo alla nostra piccola. Nel frattempo,non è arrivata alcuna chiamata dall’ospedale: ci hanno detto che ci avrebbero contattato il 4 novembre, ovvero il giorno successivo alla morte di Maya. Avrebbero dovuto confermarci, secondo quanto ci hanno detto, che è stato uno stafilococco ad avere provocato questa tragedia. Ma non abbiamo sentito nulla. Probabilmente, una volta saputo che abbiamo sporto denuncia, non ci hanno più contattati».
Intanto, nel mirino della Procura sono finiti due ospedali, il Sant’Anna di Castelnovo Monti e il Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, il medico di base e la guardia medica. E alla famiglia di Maya stanno continuando ad arrivare messaggi di solidarietà da più parti.
«I nostri amici ci hanno fatto visita a casa – prosegue Elena –. Ci hanno portato un po’ di conforto. Inoltre, sono la mediatrice del gruppo di mamme che hanno bambini con sindrome di Down. Un gruppo attraverso il quale offro sostegno ad altri genitori, aiutandoli a capire che i bambini con la sindrome di Down sono come tutti gli altri, con piccoli ritardi. E mi auguro che nessuno patisca il dolore che stiamo provando noi in questo momento. Vogliamo andare a fondo di questo nostro dramma personale anche per evitare che altre famiglie si trovino ad affrontare questa tragedia dalle proporzioni devastanti».
Maya è rimasta a casa da scuola il 17 ottobre perché aveva tosse e raffreddore. Il pediatra ha prescritto una cura per il raffreddore, poi a una visita successiva le è stata diagnosticata la varicella, dopo la comparsa di alcune macchioline sulla pelle. I genitori, vedendo che la piccola non migliorava, hanno chiamato la guardia medica. Poi, secondo il racconto dei genitori, ci sono volute un’altra chiamata al pediatra e la visita di un’altra guardia medica per avere l’indicazione di correre al pronto soccorso del Sant’Anna dove, nuovamente, è stata diagnosticata la varicella. Questo prima di andare al Santa Maria Nuova, dove Maya è spirata dopo il quarto arresto cardiaco consecutivo.
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