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Muore a 38 anni ucciso da un aneurisma

di Ambra Prati
Muore a 38 anni ucciso da un aneurisma

Gattatico: dopo una partita di calcetto, Carlo Famoso ha accusato un forte mal di testa. Inutile il ricovero in ospedale. Il funerale nella chiesa di Taneto

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GATTATICO. Da qualche giorno aveva mal di testa. Giovedì notte si è sentito male a casa, ma la corsa in ospedale è stata vana. È morto così, per un aneurisma cerebrale, all’età di soli 38 anni, Carlo Famoso, padre di famiglia di Taneto. Un fulmine a ciel sereno che in pochi giorni ha distrutto una famiglia.

«Mio marito stava bene, una volta a settimana andava a giocare a calcetto con gli amici, andava in palestra. Mai avuto avvisaglie» spiega la moglie Maria Telese. Martedì sera, come sempre, Carlo era andato a giocare con la Calerno Massive. Da quel momento, ha accusato dolori alla testa, senza darvi troppa importanza. Giovedì, a mezzanotte, mentre si trovava nella sua abitazione, ha avuto un malore. La moglie ha chiamato il 118 e una ambulanza della Croce Bianca di Sant’Ilario ha trasportato il 38enne all’ospedale Franchini di Montecchio.

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«In ambulanza abbiamo cercato di tenerlo sveglio con l’ossigeno, ma quando è arrivato a Montecchio era già in coma neurologico – racconta la moglie –. Si è rotta una vena in testa che ha fatto una forte pressione al cervello. A Montecchio hanno eseguito una Tac e hanno capito subito la gravità della situazione. Subito dopo l’esito, Carlo si è aggravato ed è stato trasferito al reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma: lì sono state svolti esami, ma lui non reagiva più». La morte cerebrale è stata dichiarata sabato, con il paziente tenuto in vita grazie ai macchinari. «Diceva sempre che era suo desiderio donare gli organi, perciò abbiamo dato il consenso». Il 38enne consentirà, con la sua generosità, ad altre persone di continuare a vivere.

Carlo Famoso lavorava da oltre un decennio al Colorificio Migliorini Srl di via Turri a Reggio Emilia, un’azienda specializzata in vernici per industria, edilizia e legno. La sua vocazione però era fare il bartender, una sofisticata tecnica americana acrobatica dei barman; era un master trainer di bartending free style e flair, partecipava a competizioni acrobatiche (come l’Italian Flair Open a Bologna nel 2012) e collaborava con Confesercenti di Reggio Emilia e di Parma come insegnante di corsi di bartender. «La sua passione era quella e non l’ha mai abbandonata, dedicandovi tutto il tempo libero dal lavoro e dalla famiglia».

Originario di Palermo, aveva abitato a Scandiano con i genitori dai 10 anni ai 25 anni. Dopo il matrimonio con Maria, celebrato nel 2004, Carlo ha abitato per qualche anno a Calerno e poi a Taneto. Oltre alla moglie e ai due figli maschi di 6 e 12 anni, lascia nel dolore la mamma Rosalia, il papà Giovanni, la sorella Lucrezia e i nipoti.

Dopo un rosario molto partecipato che si è svolto domenica scorsa nella chiesa parrocchiale di Taneto, il funerale è stato celebrato sempre nella chiesa della frazione. Dopo il rito religioso, Carlo Famoso è stato tumulato nel cimitero locale. La famiglia chiede non fiori ma opere di bene.

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