Gazzetta di Reggio

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Da Pittsburg a Reggio per riabbracciare i parenti

di Roberto Fontanili
Da Pittsburg a Reggio per riabbracciare i parenti

I discendenti del mugnaio Pietro Ferrarini, emigrato negli Stati Uniti nel 1897 oggi in città per una rimpatriata con il ramo della famiglia rimasta in Italia

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REGGIO EMILIA. Per riannodare i fili della loro storia familiare lunga quattro generazioni, i due cittadini americani Matt Walker e sua moglie Amber, arrivano oggi a Reggio. Ripercorrendo al contrario il lungo viaggio compiuto nel 1897 dal mugnaio Pietro Ferrarini, iniziato 119 anni fa da Barco di Bibbiano. Una storia di emigrazione quella di Pietro come quella di tanti altri reggiani che dai primi del Novecento fino al secondo dopoguerra hanno lasciato l’Italia.

Chi è andato negli States, chi in Argentina, in Australia, o Francia, Svizzera e in Belgio e chi più vicino, in Italia, a Genova e Milano. Un’emigrazione fatta controvoglia, soprattutto per fame e miserie o in qualche caso per ragioni politiche, ma comunque uno strappo sempre doloroso e che come nel caso dei parenti del capostipite Pietro e dei suoi figli mai sanato da un ritorno in Italia. Ma il ricordo e i legami, anche se solo epistolari, quelli sono rimasti saldi tra Reggio e quel pezzettino di Barco che nel frattempo era stato ricostruito a Latrobe. Un paesone di circa 7.500 abitanti nella Contea di Westmoreland (nulla a che vedere con il generale americano sconfitto in Vietnam), in Pennsylvania vicino alla più famosa Pittsburg.

A riannodare quel filo ci hanno pensato il pronipote Matt Walker, figlio di Carol Ferrarini e nipote di Pietro e la moglie Amber che vivono a Pittsburg e che oggi nella Basilica della Ghiara ritroveranno i lontani parenti reggiani.

Solo uno di loro è rimasto a Barco, gli altri Ferrarini si sono dispersi in questi anni tra Reggio, Mantova, Torino, ma molti di loro ci saranno. Prima in Ghiara, poi al teatro Valli e poi l’arrivo nella casa avita di Barco di Bibbiano costruita nel 1903 e ancora conservata, pur con qualche piccolo rimaneggiamento, come allora. Ed è davanti a quella facciata che il gruppo dei Ferrarini (anche se i cognomi nel frattempo sono cambiati) si ritroverà per replicare quella foto che Armida Burani – l’appena ventenne promessa sposa di Pietro, a cui poi diede sette figli – aveva portato nel suo baule nel lungo viaggio verso l’America.

Matt e Amber arriveranno a Reggio da Firenze proprio per incontrare i lontani parenti che hanno avuto modo di conoscere attraverso lettere, fotografie e internet, ma il legame tra Reggio e Latrobe, non si è mai smarrito. A Latrobe negli anni è nata una sorta di Little Italy attorno a Pietro e Armida e al loro negozio di alimentari e all’abitazione, in Miller Street, la via del Mugnaio, dove offrivano ai propri clienti anche prosciutto e Parmigiano Reggiano proveniente da Barco.

La numerosa e benestante famiglia della piccola borghesia americana, negli anni è diventata una tribù che è rimasta a lungo unita. Nel 1967 quando il Latrobe Bullettin pubblicò la foto del 63esimo anniversario di matrimonio dell’89enne Pietro e dell’83enne Armida, la famiglia oltre ai sette figli contava 11 nipoti e 18 pronipoti. E se Pietro in America c’è rimasto, così come hanno fatto gli zii Ermete e Dante, altri Ferrarini hanno deciso di far rientro a Reggio. E oggi per riabbracciare Matt e Amber e ritrovare le proprie radici nessuno vorrà mancare.

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