Gazzetta di Reggio

Reggio

Falsità ideologica chiesto il processo per il notaio Manzini

di Ambra Prati

La professionista finita nei guai per due contratti societari Il Consiglio notarile: «Chiesto un incontro al procuratore»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Per falso ideologico è stato chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del notaio Giorgia Manzini, 46 anni, personalità in vista in città, candidata al Parlamento nel 2013 per il Centro Democratico di Bruno Tabacci, nel luglio scorso protagonista di una serata benefica in occasione dell’inaugurazione del nuovo studio di via Roma. Da quanto trapelato, gli addebiti si riferiscono a due episodi risalenti nel tempo e riguarderebbero la stipula di contratti societari da parte di persone cinesi; nell’atto ufficiale, il notaio avrebbe dichiarato di aver accertato una circostanza, accertamento che invece risulterebbe non veritiero.

La falsità ideologica si realizza quando l’atto è autentico dal punto di vista formale, ma il suo contenuto è infedele alla realtà; da qui l’accusa al notaio, che in quanto pubblico ufficiale è tenuto a una funzione di controllo preventivo di legalità. Giorgia Manzini – rappresentata dagli avvocati Alessandro Conti e Valerio Spigarelli, cassazionista di Roma, nonché presidente nazionale uscente dell’Unione Camere Penali – era stata ascoltata dall’autorità giudiziaria nel maggio scorso e aveva depositato un promemoria difensivo. Nell’ultimo mese, ritenendo che sussistano i presupposti, il sostituto procuratore Giulia Stignani ha richiesto il rinvio a giudizio della professionista. La notizia dell’azione penale in corso nei confronti di Manzini è giunta al Consiglio Notarile di Reggio Emilia; un atto dovuto, visto che quando viene avviato un procedimento penale – che prosegue con iter proprio – il Consiglio deve essere avvisato dalla procura. In questi casi il Consiglio Notarile ha soltanto un ruolo istruttorio; eventuali provvedimenti disciplinari spettano alla Commissione regionale di disciplina (Co.Re.Di.) di Bologna, unico organismo deputato a vigilare sulla deontologia della categoria. «Ci è arrivata solo la comunicazione dell’inizio dell’azione penale per un reato “x” – afferma la presidente del Consiglio notarile Maura Manghi – ma al momento non disponiamo di ulteriori informazioni, oltre al fatto che siamo tenuti al segreto istruttorio. Ho chiesto un incontro con il procuratore Giorgio Grandinetti, per avere lumi e capire se il Consiglio debba prendere posizione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google