Flash mob al Santa Maria, vaccinazioni “in diretta”
Medici e infermieri riuniti all’ospedale per una campagna di sensibilizzazione. Messori: «Lo facciamo per proteggere i nostri pazienti, i colleghi, le famiglie»
REGGIO EMILIA. “Noi ci vacciniamo”. Lo hanno detto ieri, davanti all’ospedale cittadino, alcune decine di primari e sanitari del Santa Maria Nuova con un flash mob decisamente originale quanto lodevole. Lo hanno fatto innalzando, a lettere cubitali, il prezioso messaggio che era indirizzato a tutta la popolazione reggiana.
L’iniziativa ha visto coinvolti i vertici dell’istituzione ospedaliera spinti dal desiderio di sensibilizzare chi si mostra ancora restio alla vaccinazione antinfluenzale di fronte a una purtroppo scarsa attenzione verso un problema che diventa addirittura urgente per alcuni settori della nostra comunità.
In prima fila il direttore direttori generale e quello sanitario, Antonella Messori e Giorgio Mazzi, che hanno caldeggiato il lodevole comportamento dei responsabili delle varie sezioni del centro ospedaliero. Poi tutti, dopo lo scatto di alcune immagini davanti alla rampa esterna di accesso del Santa Maria, hanno sostato nel salone d’ingresso per sottoporsi immediatamente alla vaccinazione prima di rientrare al lavoro nei rispetti reparti.
A vaccinarsi durante il flash mob, tra gli altri, l’otorino Verter Barbieri, il chirurgo Claudio Pedrazzoli, la radioterapista Cinzia Iotti, Marco D’Incà di medicina oncologica, Roberto Baricchi del centro trasfusionale, Giovanni Bianchin (otorino), Vando Piccagli (tecnico prevenzioni) Riccardo Zucco (neurologia), Massimo Pantaleoni (cardiologia), Alberto Ferrari (geriatria), Massimo Casali e Annibale Versari (medicina nucleare), Luigi Zucchi (pneumologia), Marina Iemmi (professioni sanitarie), Cristian Rapicetta (chirurgia toracica), Salvatore De Franco (formazione), Giovanni Fornaciari (medicina), Luigi Fontana (oculistica). E ancora Monica Guberti, Claudia Cagossi, Sergio Amarri, Manuela Vezzani, Romano Sassatelli. Impossibile ovviamente citarli tutti anche perché ai quasi 100 professionisti che hanno partecipato all’incontro si sono uniti successivamente altri colleghi (480 i medici in forza) in attesa del turno degli altri quasi 1.000 dipendenti fra infermieri, operai, impiegati.
«Lo facciamo per proteggere i nostri pazienti, i colleghi medici, le famiglie – ha annotato la Messori – per dare un esempio. A Reggio purtroppo negli ultimi anni si è notato un calo di attenzione a questa forma di tutela e dunque apprezziamo l’iniziativa della Regione per una più ampia sensibilizzazione della popolazione. Personalmente mi sono fatta vaccinare nel braccio in cui porto ancora il segno del vaccino antivaiolo, una malattia sconfitta proprio con la prevenzione. Senza dimenticare che è una tutela completamente gratuita per i bambini e per chi ha oltre 65 anni».
«Occorre far capire i vantaggi – ha aggiunto Sassatelli – che sono enormi rispetto ai rischi marginali. Dobbiamo essere i primi a far capire l’importanza di usare questa formula di sicurezza».
«I malati sono sempre con noi – ha detto Fornaciari – e noi vogliamo aiutarli a stare meglio». «Ogni tanto rimbalzano notizie contraddittorie – completa l’endocrinologo Andrea Frassoldati – ma sinceramente non ci sono ragioni per sfuggire a un piccolo trattamento che garantisce una protezione senza rischi. Qualcuno ha una visione errata di questa profilassi ma noi siamo a favore e lo diciamo chiaramente a tutti».(l.v.)
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