Sarà guerra di perizie sul sequestro dei Sarcone
REGGIO EMILIA. Secondo le indagini Giuseppe Sarcone Grande, fratello di Nicolino Sarcone (braccio destro del boss cutrese Nicolino Grande Aracri), non avrebbe dichiarato al Fisco guadagni dal 1985 al...
REGGIO EMILIA. Secondo le indagini Giuseppe Sarcone Grande, fratello di Nicolino Sarcone (braccio destro del boss cutrese Nicolino Grande Aracri), non avrebbe dichiarato al Fisco guadagni dal 1985 al 1998. Una sperequazione tra redditi reali e quelli dichiarati divenuti il motivo per il quale il 55enne Giuseppe è ricompreso nel sequestro preventivo avvenuto nel settembre del 2014 con il quale la Dia di Firenze e di Bologna hanno messo i sigilli a 5 milioni di euro di patrimonio riconducibili alla famiglia legata al clan ndranghetista dei Grande Aracri, ma residenti tra Bibbiano e Reggio Emilia.
Una ricostruzione ripresa in mano ieri nell’aula di Aemilia per l’udienza sulla misura preventiva per la quale è stata esaminata la posizione di Giuseppe Sarcone Grande e della perizia di parte presentata al collegio formato dai giudici Baraldi, Pini Bentivoglio e Notari. L’udienza è stata poi rinviata al 19 dicembre. A seguire l’udienza c’era anche Nicolino Sarcone, in carcere a Rebibbia sotto il regime del 41bis e collegato in videoconferenza. Luigi Colacino, legale di Nicolino Sarcone, depositerà una perizia prima dell’udienza che anche per il capofamiglia è stata fissata il 19 dicembre prossimo sempre relativamente al sequestro di case, auto, società e conti correnti. (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
