Stazione, una rotonda “acchiappa multe”
La nuova rotatoria di piazzale Marconi è di difficile interpretazione. Vi spieghiamo come utilizzarla
REGGIO EMILIA. A metà ottobre è stata inaugurata ufficialmente la nuova rotonda di piazzale Marconi con nuove illuminazioni, un’opera artistica di gran rilievo e piante aggiunte a quelle già esistenti. Ma quegli anelli concentrici, per molti reggiani, sono ancora un rebus tutto da decifrare e, soprattutto, ad alto rischio multe.
Tutto molto bello insomma, ma non così intuitivo. Le opere nel complesso sono costate 170mila euro, divise a metà fra il Comune e la Regione le spese di manutenzione generale, 50mila euro l’anno scorso e altrettante quest’anno. Per la rotonda ne sono stati spesi invece 50mila, di cui 20mila a carico del Comune e 30mila a carico dei privati.
La rotatoria è strutturata su tre anelli concentrici, ognuno predisposto a una funzione specifica. Il primo, quello più stretto, è dedicato alla normale circolazione stradale e allo scarico e carico veloce delle persone che usufruiscono della stazione. Se andate a prendere la vostra ragazza o state accompagnando un amico o un familiare, e contate di fermarvi pochi secondi, questa è l’opzione che fa per voi. La seconda corsia invece, l’anello di mezzo, è riservato agli autobus mentre il terzo è riservato ai taxi.
Occhio a non imboccare quest’ultima carreggiata. Sono diversi i reggiani che, spesso per errore, si sono ritrovati nel terzo anello e con una multa in tasca.
Come fare invece se dovete aspettare qualche minuto in più o volete salutare con calma la fidanzata? C’è il parcheggio sotterraneo, accessibile dalla rotatoria, gratuito per i primi trenta minuti. Da lì, con un ascensore, vi ritroverete in un battibaleno davanti alla stazione.
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