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«Chi controllerà quei profughi?»

Sugli arrivi interviene anche il consigliere d’opposizione Coloretti

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VILLA MINOZZO. Nonostante le rassicurazioni del sindaco Luigi Fiocchi, continua a tenere banco, sempre a Minozzo, il tema di un piccolo gruppo di profughi, quattro, due nuclei familiari, che saranno ospitati nella frazione. Un arrivo che sta scatenando reazioni, soprattutto di natura politica.

Dopo l’intervento della Lega Nord, che con il consigliere regionale Del Monte mette in guardia da un rischio “Gorino”, sulla questione ora interviene anche Massimiliano Coloretti, unico consigliere di minoranza rimasto in consiglio comunale. «Portare i profughi a Minozzo - dichiara Coloretti - è una palese violenza contro la cittadinanza».

«Non è una questione di mero razzismo, ma della ponderazione di un problema complesso - aggiunge - a Villa lo scorso anno è andato in pensione lo storico comandante dei vigili, Elio Ivo Sassi, mentre nel corso dell'anno lo ha raggiunto in quiescenza il suo altrettanto storico collega Bardelli, lasciando de facto scoperta la mansione; tra l'altro, la caserma dei carabinieri fa orario d'ufficio, anche se per fortuna i carabinieri no, sopperendo alla mancanza». «Inoltre - sottolinea - alla Forestale non si è mai trovata una sede, tra l'altro con l’obiettivo di far posto ai vigili del fuoco, che nel frattempo se ne sono andati».

Conclude Coloretti: «Si pone dunque una questione di sicurezza: chi si occupa del controllo? Se sono profughi non si sa chi sono, e prima di sapere a che titolo possano o meno rimanere in Italia vanno controllati». «Paradossalmente - evidenzia poi - il governo mette a disposizione i soldi per il mantenimento dei profughi e non mette a disposizione contributi paritetici agli enti locali per investire in sicurezza».

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