È di 15 giorni fa il colpo al caseificio di Sabbione
REGGIO EMILIA. I furti di Parmigiano Reggiano direttamente dai caseifici sono una tradizione tipica del nostro territorio. Ogni anno sono centinaia le forme rubate dai ladri, che riescono poi a...
REGGIO EMILIA. I furti di Parmigiano Reggiano direttamente dai caseifici sono una tradizione tipica del nostro territorio. Ogni anno sono centinaia le forme rubate dai ladri, che riescono poi a rivenderle sul mercato con rapidità ottenendo un facile guadagno. Nella notte fra lunedì e ieri, oltre che a Gavasseto, la banda del Parmigiano Reggiano ha colpito anche a San Girolamo di Guastalla (vedi l’articolo a pagina 23).
Due settimane fa, invece, i malviventi si sono introdotti al Caseificio Fanticini di via Anna Frank, a Sabbione, dove con un passpartout hanno forzato una porta e si sono introdotti per fare man bassa. Quella volta gli era andata male, le forme utilizzabili erano state quasi tutte trasferite nel mantovano, e se ne erano andati via praticamente a mani vuote. Così probabilmente hanno deciso di riprovarci con la cooperativa di Gavasseto, a poco meno di un chilometro di distanza. Ma la serie di colpi riusciti è molto lunga: l’11 ottobre ad esempio i ladri hanno assaltato la latteria sociale Boiardo di Pratissolo utilizzando come ariete un veicolo con il quale hanno sfondato il portone del magazzino. I danni, questa volta, si aggirano attorno ai 30mila euro. Tanti poi i microfurti o i tentativi andati male, sventati grazie all’allarme o all’imperizia dei malviventi.
Un altro caso degno di nota è quello dello scorso 9 febbraio: la banda del Parmigiano Reggiano aveva colpito un caseificio che era già stato preso di mira il 2 novembre 2015. Alle 3 di notte hanno infatti assaltato la latteria sociale “La Rinascente” di San Bartolomeo: un colpo ingegnoso, studiato nei minimi particolari, che ha fruttato un bottino di circa 50 forme.
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