Furto in latteria a Gavasseto, rubate novanta forme di Reggiano
Colpito dai ladri lo storico caseificio di via Muti, danni per oltre 40mila euro. La banda ha agito a colpo sicuro, il presidente: «Ci stavano monitorando»
REGGIO EMILIA. Si avvicina il periodo natalizio che, come ogni anno, porta con sé regali, addobbi e furti. Aumentando la domanda, aumentano infatti le attività di chi tenta di rivendere merce ottenuta illecitamente. E, fra i prodotti più ricercati dai ladri, c’è sicuramente il Parmigiano Reggiano, che puntualmente finisce nelle tavole e nei cesti di migliaia di famiglie.
Questa volta a cadere vittima di questo vero e proprio racket è stato il caseificio di Gavasseto. Una società cooperativa agricola fra le più antiche del territorio fondata quasi cento anni fa, nel 1920. E che da ieri deve contare nel suo inventario novanta forme di Parmigiano Reggiano in meno.
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Questa infatti è la quantità di prodotto rubata nella notte fra lunedì e ieri da una banda di ladri apparentemente ben informata sulle abitudini lavorative della latteria. Nonostante infatti il magazzino fosse dotato di allarme i malviventi hanno agito subito dopo la sua disattivazione. Quando, nel cuore della notte, alcuni operai entrano abitualmente per cominciare la produzione.
«Tutto è successo attorno alle 3.30 – racconta il presidente della cooperativa, Mauro Rossi – quando due nostri lavoratori sono entrati nel salatoio e hanno quindi spento il sistema di allarme. È allora, con tutta probabilità, che la banda ha agito». Senza che nessuno si accorgesse di nulla. Il magazzino infatti è distante rispetto agli altri locali e i ladri hanno potuto agire in tranquillità senza il rischio di essere notati.
«Evidentemente erano ben informati sul funzionamento del caseificio – prosegue Rossi – avranno fatto degli appostamenti nei giorni precedenti. E a fermarli non è bastata nemmeno la porta in acciaio, hanno rotto i cardini con dei flessibili e con altri strumenti e hanno razziato tutte le forme nelle immediate vicinanze».
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Accanto all’ingresso del magazzino anche un piccone col manico spezzato, probabilmente utilizzato per sfondare il portone. «Saranno stati almeno in quattro o cinque – racconta il presidente – le forme sono pesanti e ne hanno prese novanta, facendo anche abbastanza in fretta. Ci hanno arrecato un danno non indifferente». Nel complesso il Parmigiano Reggiano rubato era destinato allo spaccio interno alla cooperativa e alla grande distribuzione, per annate che vanno dal 2013 al 2015.
Oltre al valore dei prodotti, però, si deve contare il rifacimento della porta. «In totale avremo perso dai 35mila ai 40mila euro – spiega Rossi – e anche la muratura dell’ingresso va rifatta, quando hanno scardinato la porta hanno rotto tutto. Ora speriamo che l’assicurazione copra i danni, fortunatamente eravamo coperti anche per i furti vista la “richiesta” del nostro prodotto».
Nonostante il brutto risveglio, però, Rossi cerca di vedere il lato positivo della cosa, riuscendo anche a ironizzare: «La cosa più importante è che i ladri non siano entrati in contatto con i due lavoratori. Non sai mai chi hai di fronte, se sono armati e se sono pericolosi. E poi da noi non erano mai successi episodi simili, ora siamo stati “battezzati”. Siamo entrati nel libro degli eletti che sono stati scelti dai ladri».
Non appena scoperto il furto Rossi è andato in questura per denunciare l’accaduto e, in attesa degli sviluppi delle indagini, prosegue con la sua attività senza lasciarsi scoraggiare: «Adesso devo tornare in azienda che devono rimontarci la porta. Così possiamo continuare con il nostro lavoro».
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