«Grazie Carlo per i tuoi consigli»
Gattatico: i messaggi degli amici al funerale del 38enne morto per un aneurisma
GATTATICO. Frasi di ricordo, una maglietta appoggiata alla bara con i nomi degli amici, palloncini bianchi lanciati in cielo.
È stata una cerimonia commovente e straziante quella che ieri pomeriggio, nella chiesa di Taneto, ha dato l’addio a Carlo Famoso, 38 anni, il padre di famiglia stroncato da una emorragia cerebrale improvvisa.
La famiglia, rispettando la volontà del defunto, ha dato il consenso a un espianto multiorgano: considerata la giovane età, il sacrificio del 38enne salverà diverse vite. La chiesa di Taneto ieri ha contenuto a malapena la folla: tantissimi i coetanei, numerosi anche i bambini, compagni di classe o di catechismo dei figli di Famoso, di 6 e 12 anni. Protagonista del rito è stato il gruppo di amici: questi ultimi hanno trasportato a spalla il feretro e, dopo il rito officiato da don Paolo Bizzocchi, ciascun amico ha voluto ricordare Carlo leggendo una frase di commiato.
«Grazie dei consigli di vita che ci hai dato», «Te ne sei andato troppo presto», «Sei sempre stato sorridente»: sono stati alcuni dei messaggi, che hanno rievocato la passione di Carlo per i cocktail e le partite di calcetto. Una maglietta, con l’elenco dei nomi degli amici, è stata anche appoggiata alla bara, davanti alla moglie del defunto Maria Telese, ai genitori Giovanni e Rosalia, alla sorella Lucrezia e ai nipoti, distrutti dal dolore.
All’uscita dalla chiesa, il gruppo di amici ha fatto lanciare ai figli di Carlo e ai più piccoli presenti dei palloncini bianchi, con la scritta “Per il nostro angelo”: un lancio salutato da un applauso sentito.
Famoso, dipendente del Colorificio Migliorini Srl di Reggio, con la passione del bartending (tecnica acrobatica dei barman), era master trainer free style e insegnava nei corsi professionali Confesercenti a Reggio e Parma.
Il 38enne da qualche giorno accusava un forte mal di testa; martedì sera, come d’abitudine, era andato a giocare a calcetto a Calerno, poi giovedì a mezzanotte il fatale malore in casa a Taneto e la corsa all’ospedale di Montecchio, dove era stato diagnosticato l’aneurisma. Poi il trasferimento nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma, dove Carlo è morto sabato scorso. (am.p.)
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