Caso En.cor: il titolare di Pieffe fu arrestato per frode
Vinnaco Frezza, che siglò il contratto con l’ex municipalizzata per l’olio rumeno, venne accusato di bancarotta fraudolenta
CORREGGIO. Non mancano i colpi di scena nel caso En.Cor, l’ex municipalizzata specializzata in energie rinnovabili di cui era proprietario il Comune di Correggio.
Nei giorni scorsi è ritornata sotto i riflettori l’intricata vicenda della fornitura d’olio vegetale dalla Romania, raccontata dalla Gazzetta attraverso un’intervista all’amministratore unico di Pieffe Trade, Vinnaco Frezza, il quale ha dichiarato che la partita d’olio è andata persa «a causa di una nevicata che ha distrutto il capannone» della ditta rumena. Un evento atmosferico, dunque, che ha impedito che la partita d’olio, nonostante fosse stata pagata oltre 600mila euro, venisse recapitata a Correggio.
Un affare sfumato per il quale l’ex sindaco Marzio Iotti presentò una denuncia ai carabinieri.
Nei giorni scorsi è emerso un ulteriore dettaglio riguardante proprio del senigalliese Vinnaco Frezza. L’amministratore unico di Pieffe Trade, società che fece da mediatrice tra En.Cor e la società rumena Nelli Oil Cel Tech, nel 2004 fu arrestato insieme ad altre quattro persone dalla Guardia di Finanza di Ancona. In particolare, Frezza venne arrestato con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, bancarotta fraudolenta, falso, frode fiscale e riciclaggio. Il gruppo di persone con le quali operava Frezza, secondo le indagini, avrebbe rilevato delle società sull’orlo del fallimento, intestandole a prestanomi. I bilanci sarebbero stati falsificati per aprire nuovi conti correnti in banca e chiedere prestiti ragguardevoli.
Nell’ambito di quest’operazione della Guardia di Finanza di Ancona sono state indagate nove persone, incensurate, identificate come presunti prestanome e quattro direttori di banca che avrebbero favorito i truffatori nella concessione di fidi e pagamenti anticipati di fatture.
Tra le operazioni che sarebbero emerse dalle indagini della Guardia di Finanza ci sono anche l’ordinare merce, che puntualmente non veniva pagata, e false dichiarazioni di furto, che si riferivano ad automobili che successivamente, venivano rivendute in altri mercati. All’epoca degli arresti furono fatte delle perquisizioni che permisero di ritrovare moduli di denuncia di furto e timbri d’importazione per auto che sono stati ritenuti falsi.
Vinnaco Frezza è assistito dall’avvocato Corrado Canafoglia di Senigallia. Interpellato telefonicamente dalla Gazzetta ieri pomeriggio, l’avvocato Canafoglia ha confermato che Vinnaco Frezza, amministratore unico di Pieffe Trade, è la stessa persona arrestata nel 2004 dalla Guardia di Finanza di Ancona. Attualmente, il procedimento giudiziario dopo l’arresto di Frezza è sub judice in Cassazione. In primo grado è stata emessa una sentenza di condanna dello stesso Frezza, poi revisionata in sede di Appello. Ora, quindi, si attende il giudizio da parte della Cassazione. Attualmente, a quanto si sa, non sono emersi legami tra questa indagine della Guardia di Finanza di Ancona e la vicenda En.Cor.
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