La rabbia del casaro «Presi di mira i cani con gli estintori»
GUASTALLA. «Mi dispiace per gli agricoltori che portano il latte qui da noi per trasformarlo in formaggio e che, oltre al lavoro, devono subire anche i furti». È l’amaro sfogo di Cristian Arati,...
GUASTALLA. «Mi dispiace per gli agricoltori che portano il latte qui da noi per trasformarlo in formaggio e che, oltre al lavoro, devono subire anche i furti».
È l’amaro sfogo di Cristian Arati, casaro della latteria sociale San Girolamo, che da lunedì notte non ha chiuso occhio. È rimasto in piedi per riparare i danni provocati dai ladri. «Nella porcilaia hanno fatto solo vandalismo – spiega il casaro –. Oltre alle forme di grana, hanno sfondato col muletto la porta blindata del magazzino: un danno da 5mila euro, senza contare la manomissione del sistema d’allarme». E mentre Cristian Arati, assieme alla moglie, ci accompagna nel caseificio per documentare il furto, arriva il gommista, al quale affida i cinque-sei pneumatici che i ladri, con un badile, hanno bucato su auto, furgoni, e perfino sul quad per impedirgli di essere inseguiti. «Erano già pronti dalle 22.30 – racconta –. Sentivo i cani abbaiare, ma non ho notato nulla di anomalo. E così ho dato la colpa a qualche gatto». Ma la cosa che lo ha particolarmente indignato è stata la violenza dei ladri sui suoi cani. «È già deprecabile l’episodio del furto, ma aver spruzzato sul muso dei miei cani, chiusi in un recinto, il contenuto di un estintore è da vigliacchi – dice con una punta di rabbia –. Li ho trovati col pelo completamente imbiancato. Non riuscivano ad abbaiare. La polvere che hanno inevitabilmente respirato li ha intossicati». (m.p.)
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