Gazzetta di Reggio

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San Girolamo, quattro minuti per rubare 68 forme

di Mauro Pinotti
San Girolamo, quattro minuti per rubare 68 forme

Guastalla: banda di otto persone ruba Parmigiano Reggiano in latteria. Pallet ammassati davanti alla porta per facilitare la fuga

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GUASTALLA (REGGIO EMILIA). Dopo le “prove tecniche” di Ferragosto, i ladri sono tornati alla Latteria San Girolamo di via Peroggio 8, nella frazione di Guastalla, e stavolta sono andati a segno portando via 68 forme di Parmigiano Reggiano, per un bottino complessivo di circa 50mila euro. Ma nel loro passaggio, hanno lasciato anche danni per almeno 10mila euro, dall’allevamento suinicolo alla porta blindata del magazzino, dal sistema d’allarme sradicato al carrello elevatore usato come ariete. Bucati con un badile anche uno dei quattro pneumatici di ogni auto, furgone e perfino il quad del casaro.

La banda, composta da 8 persone – come testimoniano le immagini delle telecamere di videosorvoglianza – non ha avuto pietà neanche dei due cani chiusi in un recinto, ai quali uno dei complici ha scaricato sul muso la polvere bianca di un estintore che li ha intossicati al punto da non riuscire ad abbaiare. E per far perdere più tempo possibile al casaro, nel caso avesse reagito all'intrusione, la banda, oltre ad appiedarlo, ha costruito un “fortino” di bancali davanti alla porta d'ingresso dello spaccio aziendale.

Il colpo è durato in tutto 4 minuti: dalle 23.36 alle 23.40 di lunedì sera. Ma la banda, secondo Cristian Arati, il casaro, era già appostata in zona dalle 22.30, perché già da quell’ora i suoi cani hanno cominciato ad abbaiare. Ma quando si era affacciato per controllare, non aveva notato nulla e aveva pensato che si agitassero per la presenza di un gatto.

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Un furto studiato nei minimi dettagli ed estremamente rapido. La banda, arrivata da uno stradello di campagna, sapeva già dove e come muoversi. Alle 23.36 di ieri notte è scattato l'allarme, dopo che, con un muletto, i ladri hanno abbattuto la porta blindata del magazzino e hanno caricato 68 forme su un furgone Fiat Ducato bianco. Le immagini del circuito di videosorveglianza si limitano alla parte esterna del caseificio, dove si notano persone vestite di nero e cappellino calato sul volto, anche perché una di queste telecamere è stata alzata appositamente dai banditi. Buona parte del sistema d'allarme del magazzino è stato distrutto. I ladri, una volta dentro, non hanno avuto il tempo di selezionare le forme e quindi hanno preso quelle che per loro erano più comode.

I carabinieri del Nucleo radiomobile di Guastalla sono arrivati in pochi minuti, ma la banda aveva già fatto perdere le tracce. Sul retro del caseificio si notano le impronte delle ruote lasciate dal pesante furgone, con tanto di sgommata sulla ghiaia, che vanno in direzione di San Martino. Come abbiano fatto a sparire in pochi minuti è un mistero. Forse hanno nascosto furgone e refurtiva in qualche casolare o area abbandonata, in attesa che si calmino le acque per poi spostare la merce altrove.

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