«Diteci chi portò qui la Pieffe Trade»
M5S e Centrodestra chiedono chiarezza. Nel bilancio dell’ex municipalizzata l’olio mai arrivato figurava tra le giacenze
CORREGGIO. Sta diventando sempre più intricato il caso En.Cor, l’ex municipalizzata del Comune di Correggio produttrice di energie rinnovabili. Dopo la notizia dei legami tra En.Cor e la Pieffe Trade di Vinnaco Frezza – arrestato nel 2004 con diverse accuse tra le quali bancarotta fraudolenta e frode fiscale e attualmente in attesa del giudizio della Cassazione – ed En.Cor, le forze politiche chiedono che venga fatta chiarezza.
Tra i punti su cui si deve indagare, secondo le opposizioni in Consiglio, occorre indagare a fondo su chi portò la Pieffe Trade a Correggio per siglare il contratto sulla partita d’olio rumeno, pagato oltre 600mila euro ma mai arrivato a destinazione. Tra l’altro, emergono ulteriori particolari relativi alla vicenda dell’olio che avrebe dovuto arrivare a Correggio ma che poi sarebbe stato distrutto da una nevicata. Nel bilancio di En.Cor datato 31 dicembre 2012, infatti, compaiono 702 tonnellate d’olio Pieffe per un valore di oltre 600mila euro come voce delle giacenze di magazzino. Ma la nevicata che lo avrebbe distrutto risale a gennaio dello stesso anno, del 2012, quindi. Come mai, quindi, alla fine dell’anno l’olio rumeno compare ugualmente tra le poste di bilancio se è andato distrutto undici mesi prima? Tutte domande che meritano una risposta approfondita.
«Il Pd deve fornire delle spiegazioni su come si sia arrivati a intrecciare rapporti tra una società di proprietà del Comune e una ditta invischiata in guai legali – commenta Mauro Pernarella del Movimento 5 Stelle –. Vogliamo che venga fatta chiarezza per capire chi ha portato nella nostra città queste persone».
Gli fa eco il collega del Movimento 5 Stelle, Nicolò Magnanini, il quale sottolinea la stessa cosa. «Sono sei anni che il Pd racconta favole ai cittadini su En.Cor – afferma Magnanini – arrivando nel 2013 a mettere alla gogna mediatica i loro dirigenti “colpevoli” di voler affrontare finalmente questo buco gigantesco. E sarà il partito l’unico responsabile che avrà portato la città al predissesto, l’unico scenario che pare possibile».
Anche Gianluca Nicolini di Centrodestra per Correggio puntualizza come la questione En.Cor stia rivelando particolari su cui sarebbe bene predisporre indagini approfondite. «Il caso En.Cor sta assumendo sempre più i contorni di una spy story – sottolinea Nicolini –. Che in questa vicenda siano stati coinvolti soggetti poco trasparenti è stato evidente sin dall’inizio. Il Pd governava ai tempi e avrebbe dovuto gestire meglio la situazione. C’era un partito di maggioranza che controllava tutto e tutti: com’è stato possibile che società come la Pieffe potesse arrivare a Correggio, e com’è possibile che ora ci venga raccontato che l’olio è andato distrutto a causa di una nevicata in Romania? Ci sono precise responsabilità: qualcuno deve pagare per quanto è avvenuto, e non devono essere i cittadini».
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