La maggioranza difende la piazza nuova
Giunta disponibile agli aggiustamenti. Opposizione all’attacco: «Non si rispettano i cittadini». M5S: «Ztl su tutta l’area»
BAGNOLO. Possono una petizione da record – 2.500 firme raccolte in appena 3 settimane – ma soprattutto un consiglio comunale straordinario con il pubblico delle grandi occasioni – il teatro gremito – riuscire a costruire un ponte tra l’amministrazione e i firmatari sul futuro di piazza Garibaldi? Se l’interrogativo, al termine della seduta di ieri sera, resta sospeso è solo per la porta lasciata aperta dall’amministrazione, pronta, come ripetuto spesso durante la serata, a confronti e aggiustamenti sulle criticità che, ha ammesso, si stanno evidenziando. Ma per quanto riguarda il cuore della petizione stessa, che chiede di far passare la strada così come avveniva prima, al centro della piazza, la maggioranza in maniera compatta non sembra intenzionata a spostarsi: il traffico diviso in due corsie per senso di circolazione continuerà a essere a ridosso dei portici in direzione Nord e vicino al municipio in direzione Sud. Nella convinzione che tornare indietro vorrebbe dire cancellare quel concetto di piazza che, mai prima d’ora, Bagnolo aveva avuto. Nessuna intemperanza durante la seduta da parte dei cittadini, invitati sì ad assistere, ma senza diritto di parola, essendo la seduta ordinaria. Unico fuoriprogramma, il cartello di un cittadino. Eloquente il messaggio: “Ma vi serve proprio una lapide in piazza?”. Il resto lo hanno detto applausi, e borbottii.
Il primo a prendere la parola è stato Roberto Dallari, primo firmatario della petizione. «Il cantiere ha già evidenziato un peggioramento delle condizioni di sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti e dell’inquinamento. Non vogliamo tornare la vecchio, ma migliorare. Ma chi ha condiviso il progetto non ha rappresentato adeguatamente il pensiero dei cittadini». La replica del Comune è stata in prima battuta di natura tecnica. L’assessore Mara Bertoldi ha ricordato come del rifacimento della piazza si parla dal lontano 1999. Poi con l’architetto Cacciani, titolare dei lavori, che ha invocato un superamento ideologico. «La petizione fa riflessioni attente, le criticità le abbiano riscontrate anche noi, ma occorre andare nel profondo delle riflessioni. La qualità del progetto è ineccepibile. Il problema sta nella gestione e nell’uso e nello spazio della piazza: capire come girano le zone pedonali, i parcheggi e la viabilità. Bisogna tornare a un confronto partecipato per arrivare alla soluzione finale. I materiali lo consentono». Poi si sono susseguiti gli interventi di diversi consiglieri di maggioranza e di assessori. In difesa del progetto, per ricordare che il cantiere è ancora aperto e a sostegno di una verifica quando la sperimentazione si potrà fare.
Parole rispedite al mittente dalle opposizioni. A partire dal consigliere Gianluca Paoli: «Quando non ci si vuole assumere le responsabilità politiche, la si butta sul tecnicismo. La soluzione della petizione pedonalizzerebbe i portici. Chiudere il discorso dicendo che si torna indietro, non rispetta la volontà dei cittadini». Ed Ettore Caffarri: «Non vi è venuto il dubbio di un difetto progettuale?». L’unico distinguo, Emerio Corradini del M5S, che chiede, invece, la Ztl su tutta la piazza.
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