Gazzetta di Reggio

Reggio

«La medaglia? L’ennesima beffa»

di Luciano Salsi

Il Conapo, sindacato dei vigili del fuoco, contro Alfano: «Stipendi da serie B»

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REGGIO EMILIA. I vigili del fuoco non s’accontentano più di elogi e decorazioni. Chiedono da tempo un trattamento economico e previdenziale parificato a quello degli altri corpi dello stato preposti alla sicurezza pubblica, in primo luogo la polizia, e tremila nuove assunzioni per completare l’organico che dovrebbe arrivare a 32mila pompieri. Il Conapo, che è il loro sindacato, rinnova queste rivendicazioni, rivolgendosi anche al presidente Sergio Mattarella, nel momento in cui apprende da Giampiero Bocci, il sottosegretario all’Interno in visita alle zone terremotate, l’intenzione di conferire la medaglia d’oro alla bandiera dei vigili del fuoco «anche e soprattutto per il grande lavoro fatto durante il terremoto».

La cerimonia, che si terrà il primo dicembre a Roma alle Scuole centrali antincendi, viene interpretata dal sindacato come «l’ennesima beffa». «Siamo di fronte – polemizza Mattia Scarpa, segretario del Conapo di Reggio – all'ennesimo umiliante paradosso di uno Stato che con una mano ci riconosce le più alte onorificenze e con l’altra continua a trattarci come un corpo di serie B, con retribuzioni di 300 euro al mese inferiori agli altri corpi, privandoci anche di importanti istituti previdenziali che tutti gli altri servizi hanno a compensazione dei gravosi interventi operativi».

Nessuno dubita della funzione preziosa e insostituibile dei vigili del fuoco, tuttavia Scarpa denuncia: «Lo Stato da decenni ci tratta come carne da macello e sistematicamente rinvia a chissà quando la soluzione della sperequazione con gli altri corpi. Renzi si decida a darci parità retributiva e pensionistica, anziché abbracciarci quando gli serve la nostra immagine di soccorritori».

«Non chiediamo – incalza Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo – alcun privilegio. Purtroppo anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, tace di fronte a questa situazione di figli e figliastri. E il premier Renzi non ha messo un centesimo nella legge di bilancio per recuperare il divario con gli altri corpi. Questo lo consideriamo un affronto».

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